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Riordino enti di ricerca: Pantaleo, ripartire dalla funzione fondamentale del lavoro con nuove politiche di reclutamento

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

09/07/2014
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La Ministra Madia ha annunciato, nell'incontro del 12 giugno con le organizzazioni sindacali, l'intenzione di procedere, al riordino degli enti pubblici di ricerca con uno specifico provvedimento legislativo.

La FLC CGIL accetta la sfida perché è interesse del Paese avere un sistema della ricerca pubblica capace di contribuire ad affermare un diverso modello di sviluppo basato sulla piena e buona occupazione e la sostenibilità sociale e ambientale. Un nuovo intervento di riordino può avvenire se ne vengono esplicitati gli obiettivi in modo chiaro e trasparente e se si avvia il confronto con l'intera comunità scientifica e le organizzazioni sindacali. Il primo segnale in questa direzione dovrà essere quello di togliere dall’elenco delle spese da tagliare la rete territoriale dell’ISTAT, architrave della funzione statistica pubblica ed esempio di alta efficienza e bassi costi.

La nostra organizzazione ha esplicitato le proposte attinenti al ruolo della ricerca entro cui attuare il riordino degli enti di ricerca pubblici. La prima condizione è tornare a programmare e investire in formazione, ricerca e innovazione in una dimensione strategica per non essere spinti verso la marginalità nelle nuove logiche di sviluppo globale. Bisogna ripartire dalla funzione fondamentale del lavoro con nuove politiche di reclutamento che cancellino la precarietà trattando meglio i nostri ricercatori che sono tra i più produttivi in Europa.