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Riforma dei percorsi scolastici: Pantaleo, prima si torni ad investire nella scuola

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

12/01/2012
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Dopo i tagli e le controriforme epocali della ex Ministra Gelmini occorre ridare un senso alla scuola pubblica. L'istruzione deve tornare ad essere un bene comune prezioso al servizio del Paese.

È importante che si sia aperto il confronto con le organizzazioni sindacali ma non si deve ridurre alla semplice informazione di decisioni già assunte in altre sedi. Gli assi strategici per ridare un senso alla scuola pubblica sono: innalzare l'obbligo scolastico a 18 anni, favorire l'apprendimento in tutto l'arco della vita, recuperare l'enorme area dell'evasione scolastica, garantire il diritto allo studio a tutti.

Il primo presupposto per migliorare la qualità formativa è tornare ad investire per rafforzare gli organici, per dare stabilità e certezze al precariato, per eliminare le classi pollaio, per garantire le risorse necessarie a far funzionare l'autonomia scolastica e per rispondere alla drammatica questione salariale nei settori della conoscenza. Sono queste le vere priorità.

La riforma dei percorsi scolastici è importante e deve essere attentamente valutata ma non si possono anticipare decisioni, come quella della durata complessiva di 12 anni del ciclo di studi, che non sarebbe praticabile senza la cancellazione delle riforme Gelmini e comporterebbe ulteriori tagli di personale. Bisognerebbe evitare di annunciare ogni giorno possibili cambiamenti senza una verifica sulle possibilità reali di raggiungere risultati concreti perché così si crea molta confusione e incertezza.