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Riapertura scuole: serve una strategia. CGIL e FLC chiedono incontro ai ministri Azzolina e Speranza

Comunicato stampa della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

05/01/2021
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Roma, 5 gennaio 2020 - Nella notte tra il 4 e 5 gennaio il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge relativo alla gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Viene prevista la modifica dell’organizzazione dell'attività didattica solo per le istituzioni scolastiche di secondo grado, con la ripresa dell'attività in presenza, per il 50 per cento degli studenti, a partire dall'11 gennaio, mentre il 7 gennaio riprenderanno regolarmente le attività didattiche a distanza. Nel frattempo gli altri ordini di scuola riprendono regolarmente le lezioni in presenza fatto salvo particolari ordinanze regionali. 

Per la FLC CGIL: “Si tratta di una scelta non supportata da una visione strategica rispetto alla complessiva azione di contenimento e contrasto alla diffusione della pandemia. Lo slittamento di quattro giorni infatti, non risponde a valutazioni sanitarie né didattiche e nemmeno si prospetta nei giorni che intercorrono tra il 7 e l'11 gennaio l'adozione di adeguate soluzioni organizzative per quanto riguarda i trasporti e gli altri servizi di supporto all'attività scolastica, mentre un elevato numero di studenti, tra infanzia, primaria e secondaria di primo grado rimane fuori dalle valutazioni sul contenimento dell’emergenza epidemiologica”.

“La FLC CGIL ha ripetutamente chiesto elementi oggettivi di monitoraggio del sistema scuola all'interno di una visione complessiva del Paese, che al momento è lasciato alle decisioni dei presidenti delle Regioni, con un pericoloso scivolamento verso un'autonomia decentrata che dimentica il valore costituzionale dell’unitarietà nazionale del sistema di istruzione”, spiega il sindacato dei lavoratori della Conoscenza.

“Le decisioni assunte in seno al Consiglio dei Ministri, così come nelle prefetture di tutto il paese, senza tener conto delle esigenze specifiche del mondo dell'istruzione, parlano di didattica in presenza, a distanza, al 75% o al 50% come se si trattasse di facili aggiustamenti, senza comprendere il complicato lavoro organizzativo e professionale che ricade su studenti, docenti, dirigenti e personale ATA. C’è bisogno - sottolinea la categoria - di rispettare e comprendere il mondo della scuola, nella consapevolezza che muove intere comunità e che non è indifferente alla diffusione del contagio".

“Da ciò l’indispensabilità di una strategia comprensibile, motivata e nazionale perché non si aggravino i divari preesistenti alla pandemia. Ribadiamo oggi l’urgenza dell’immediata convocazione di un tavolo nazionale di confronto già formalmente richiesto congiuntamente da Cgil e FLC nazionale. A tal fine – conclude la FLC CGIL - abbiamo chiesto a nome della CGIL e della FLC con una specifica lettera, un incontro alla Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina e al Ministro della Salute, Roberto Speranza”.