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Pantaleo: aprire il dialogo con i giovani e cambiare l'agenda del Governo Monti

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

06/10/2012
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Non si può pensare di fermare l'urlo di disperazione delle nuove generazioni, che sono escluse dal lavoro e dal diritto al sapere, con i manganelli e le cariche.

Quello che è successo ieri dovrebbe far riflettere tutti perché ognuno con le proprie responsabilità deve evitare che prevalga la violenza come unica risposta ad una situazione sociale esplosiva. A quella rabbia bisogna perciò rispondere aprendo un dialogo con quei giovani e sopratutto cambiando radicalmente l'agenda del Governo Monti.

Le ricette liberiste stanno determinando un enorme disagio sociale perché non aiutano la crescita e distruggono occupazione, aumentano la precarietà, cancellano i diritti sociali, riducono i salari e peggiorano le condizioni dei giovani. Per uscire dalla crisi serve un cambio di visione, riconoscendo il valore del lavoro, del welfare, dell'ambiente, del sapere.

La prima condizione per garantire una maggiore uguaglianza è tornare ad investire in conoscenza ed invece si continua a tagliare. Il Ministro Profumo vuole imporre una visione aziendalista della scuola, dell'università e della ricerca pubblica che è il primo passo verso la privatizzazione. Si vuole un'istruzione per pochi e per questo si mette in discussione il diritto allo studio. Allo stesso tempo vengono attaccati quotidianamente i diritti dei precari alla stabilizzazione, ridotti gli organici, negata la funzione sociale del lavoro pubblico, bloccati i rinnovi dei contratti nazionali e la contrattazione. I luoghi della conoscenza diventano sempre meno democratici perché si negano spazi di partecipazione.

Il 12 ottobre la FLC CGIL ha proclamato lo sciopero della scuola statale e non statale e della formazione professionale, in continuità con quello del pubblico impiego del 28 settembre e sarà in tante piazze con gli studenti perché nel rapporto tra conoscenza, lavoro e saperi come beni comuni vogliamo costruire una Italia più giusta. Saranno manifestazioni pacifiche per cambiare le scelte devastanti del Governo.