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Legge di stabilità 2015: ancora tagli contro la qualità dell’offerta formativa e i settori della conoscenza

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

16/10/2014
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Le misure sulla scuola contenute nel testo in entrata del ddl di stabilità 2015 avranno come effetto immediato il peggioramento della qualità dell’offerta formativa e delle condizioni di lavoro. Viene bloccato il rinnovo del contratto nei settori pubblici con il chiaro intento di ridurre i salari e i diritti in tutte le pubbliche amministrazioni. È sicuramente importante aver stanziato un miliardo per la stabilizzazione di una parte dei precari nella scuola. Ma nulla viene previsto per tutti gli altri comparti della conoscenza dove nei prossimi mesi si rischia il licenziamento di tantissimi precari.

Negativa è la costituzione delle commissioni degli esami di maturità con soli membri interni (e questa volta senza compenso) già introdotta dal Governo Berlusconi e poi cancellata dal Governo Prodi, perché abbassa la soglia della neutralità della valutazione e lascia campo libero agli esamifici delle private; modifica che, peraltro, giunge ad anno iniziato.
Negativa è la cancellazione degli esoneri e semiesoneri dei collaboratori del dirigente scolastico, perché la gestione delle scuole ormai tutte di grandi dimensioni non può gravare solo sull’unica figura del dirigente.
Negativo è il prioritario utilizzo dei fondi del miglioramento dell’offerta formativa per la copertura dei docenti assenti perché avviene a scapito dei progetti e del recupero degli alunni in difficoltà.
Negativo è il taglio di oltre duemila collaboratori scolastici perché le scuole già oggi faticano a rimanere aperte.
Negativa è  la conferma dei tagli Tremonti per le università.
Negativa è la mancanza di investimenti per la ricerca dopo la riduzione delle risorse degli scorsi anni.
Negativa è l'assenza di interventi sul diritto allo studio.
Negativi sono gli interventi che si preannunciano per l'Afam.
Negativo è l’impedimento di chiamare i supplenti docenti se non per assenze di due giorni come negativo è l’impedimento di conferire supplenze ai collaboratori scolastici se non dopo 7 giorni di assenza, agli assistenti amministrativi se non in scuole con meno di 3 unità di personale e agli assistenti tecnici mai. Per le scuole paritarie invece le risorse sono state trovate!

Ad ogni risorsa sottratta corrisponderà una prestazione eliminata o peggiorata.

Se queste misure saranno confermate anche dal testo in uscita dal Consiglio dei Ministri sarà ancora più palese l'incoerenza del governo Renzi:  tagli lineari e finanziamenti di alcune voci senza stanziare risorse fresche, ma con il solito gioco delle partite di giro.

Con i Governi Berlusconi e Monti pensavamo di aver toccato il fondo. Evidentemente ci eravamo sbagliati. Adesso tutti in piazza il 25 ottobre alla manifestazione promossa dalla CGIL e a quella unitaria dell'8 novembre. Andremo avanti con le lotte fino allo sciopero.