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La scuola pubblica non deve finanziare i buchi della finanza “creativa”

Presidio unitario davanti al Ministero dell’Istruzione contro i tagli di organici dei docenti e del personale ATA

09/05/2005
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Comunicato stampa di Enrico Panini
Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil

Oggi, davanti al Ministero dell’Istruzione, un presidio numeroso e colorato promosso da Cgil, Cisl e Uil ha dato voce alle tante situazioni territoriali messe in grande difficoltà dai tagli di insegnanti e di ausiliari, tecnici ed amministrativi frutto della Finanziaria per il 2005.

La situazione è paradossale: infatti, mentre aumentano in modo consistente le iscrizioni, le richieste di scuola dell’infanzia, di tempo pieno, di inserimento di alunni disabili, il governo riduce il numero di coloro che dovrebbero far fronte a questa ulteriore domanda di più scuola.

Per far quadrare i suoi conti il Ministero dimentica migliaia di iscrizioni in più che ci saranno dal 1° settembre 2005.

E’ assurdo: calano docenti ed ata mentre dal 2001-’02 ad oggi gli alunni sono aumentati di 67.704 unità.

I poco più di 600 posti strappati nei giorni scorsi, dopo un’iniziativa di lotta che ha visto intere regioni mobilitate dai sindacati confederali, rappresentano poco più di una goccia nel vasto mare delle necessità.

La scuola pubblica, a partire dal 2002, con una riduzione complessiva di circa 100.000 posti di organico ha pagato un tributo di migliaia di miliardi di vecchie lire per tamponare le falle apertesi in altri settori come risultato della finanza “creativa”.

Il Governo deve ascoltare questa protesta.

I numeri relativi alle esigenze di ulteriori posti di docenti e ata sono noti perché condivisi anche dalle stesse strutture regionali del Ministero.

Con la Legge di assestamento del bilancio per il 2005 si sanino gli errori della Finanziaria per 2005 e si consenta alla scuola pubblica di riaprire i battenti per il prossimo anno scolastico, ormai vicinissimo, nel migliore dei modi.

Roma, 9 maggio 2005