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ISTAT: la FLC CGIL sostiene la mobilitazione dei precari. Il Governo sciolga positivamente il parere sull’emendamento al Milleproroghe

Comunicato stampa di Francesco Sinopoli, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

08/02/2017
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In queste ore si sta giocando in Senato una partita che riguarda centinaia di precari degli enti pubblici di ricerca.

Nella giornata del 7 febbraio è stato dato parere favorevole dalla Commissione Affari Costituzionali e dal Governo all’emendamento, riformulato, che riguarda l’Istituto Superiore di Sanità. All’emendamento è quindi stato dato parere favorevole anche dalla commissione bilancio questa mattina.

L’emendamento proposto dall’Istituto Nazionale di Statistica è stato invece ieri “accantonato” dalla Commissione Affari Costituzionali, evidentemente per problemi interni al governo e al partito di maggioranza che nulla hanno a che fare con il provvedimento di cui si discute.

I lavoratori dell’Istat, allarmati da una possibile nuova bocciatura del provvedimento che darebbe la concreta possibilità di ingresso nei ruoli dell’ente per i 350 precari, hanno occupato ieri pomeriggio il tetto della sede centrale e questa mattina si sono ritrovati di nuovo in assemblea nell’aula magna dell’Istituto.

Nel corso della discussione alcuni agenti delle forze dell’ordine sono entrati nell’aula dell’assemblea sindacale, regolarmente indetta dalla FLC CGIL.

Riteniamo questo fatto grave e un precedente pericoloso, di cui dovranno rispondere i vertici dell’Istituto.

La stabilizzazione dei 350 precari dell’ente è necessaria perché le attività di ricerca e di produzione statistica siano portate avanti, a cominciare dal censimento permanente, che deve partire nei prossimi mesi.

La FLC CGIL ha chiesto al governo Gentiloni e alla ministra Fedeli fin dall’insediamento dell’attuale governo un intervento urgente, prevedendo già nel Milleproroghe norme che possano rispondere all’emergenza precariato, quali l’estensione dei termini dei concorsi speciali previsti dal DL 101/2013, il così detto Decreto D’Alia, e una valorizzazione delle norme contrattuali esistenti quali la tenure track contenuta nel Contratto della Ricerca, che consentirebbero agli enti pubblici di ricerca di utilizzare al meglio la nuova normativa prevista dal recente DLgs 218/2016.

Deve essere chiaro che gli emendamenti proposti da alcuni enti del comparto (ISTAT e ISS), attraverso una lunga interlocuzione con il governo, non possono essere rinviati ulteriormente, in attesa delle nuove norme che riguarderanno tutto il Pubblico Impiego, e anzi devono costituire un primo passo per il settore della ricerca.

Ci auguriamo quindi che in queste ore si sciolga positivamente, come accaduto per l'ISS, questa diatriba che dura da alcuni mesi e che si apra ad un provvedimento generale in materia di precariato. Una nuova bocciatura avrebbe un unico significato: il governo non tollera che l’ente pubblico che fornisce dati e analisi sulla situazione del paese sia autonomo e indipendente.

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