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Invece di disquisire sui presunti "privilegi" dei lavoratori stabili ci si occupi dei giovani disoccupati e precari

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

02/02/2012
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Al Presidente del Consiglio Monti chiederei di informarsi meglio su qual è la condizione dei giovani in questo Paese e soprattutto dovrebbe avere l'onestà di ammettere che la disperazione delle nuove generazioni è la conseguenza di quelle ricette liberiste che hanno determinato in Europa solo disoccupazione e aumento delle povertà.

La precarizzazione del mercato del lavoro, il crollo dell'occupazione, i bassi salari e la riduzione delle tutele sociali sono le cause delle disuguaglianze sempre più accentuate nel nostro Paese.

L'intervento sulle pensioni è stato un ulteriore colpo ingiusto alle condizioni dei lavoratori e dei pensionati e peraltro chiuderà ulteriormente gli spazi occupazionali per i giovani.

I settori della conoscenza sono diventati fabbriche di precari e di disoccupati perché si è deciso di tagliare risorse per procedere verso la privatizzazione del sapere. Per i precari della scuola, dell'università, della ricerca, dell'AFAM,della formazione professionale e delle scuole non statali, la possibilità di avere la garanzia di un posto di lavoro stabile, non sarebbe un fatto monotono ma rappresenterebbe la possibilità di uscire dall'incubo della incertezza sul proprio futuro.

L'art.18 serve prima di tutto ai giovani che devono entrare nel mondo del lavoro con dignità perché senza diritti si è ricattati perdendo la propria libertà. Francamente dire che chi ha un lavoro stabile in questo Paese sarebbe privilegiato significa occultare la realtà perché nella crisi i lavoratori stanno sempre peggio ed aumentano i licenziamenti.

Nei settori della conoscenza i salari diminuiscono e la condizione anche di "chi ha il posto fisso" diventa sempre più difficile perché viene svalorizzata la funzione sociale.

Quali sarebbero i privilegi Presidente Monti?