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Il Ministro si assuma le proprie responsabilità dopo il commissariamento del TAR sulle graduatorie dei docenti

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

10/10/2009
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Il TAR del Lazio aveva accolto il ricorso di numerosi precari (ma molti altri ed analoghi ricorsi sono pendenti e in via di esame) che avevano chiesto l’inserimento a pettine nelle graduatorie provinciali anziché dell’inserimento in coda come disposto dal MIUR.

Il Consiglio di Stato non ha concesso la sospensiva e quindi il Tar ha emesso un giudizio di ottemperanza nel quale concede "30 giorni entro i quali l’amministrazione soccombente dovrà dare puntuale esecuzione all'ordinanza medesima mediante istruzioni agli uffici scolastici periferici di disporre l'inserimento 'a pettine' dei ricorrenti nelle graduatorie provinciali, inserendoli nella fascia d'appartenenza e con il punteggio acquisito e aggiornato nella graduatoria provinciale di attuale iscrizione".

Il Miur aveva già disposto nei giorni scorsi che l'inserimento a pettine nelle graduatorie avvenisse con riserva, in attesa della sentenza di merito del Consiglio di Stato, e solo per coloro che avevano fatto ricorso e preannunciando, nel frattempo, un intervento legislativo.

Ancora una volta la politica contraddittoria e senza riferimenti giuridici certi del ministro Gelmini, viene messa sotto scacco dalla giustizia amministrativa, e, riteniamo, lo sarà ancora nel prossimo futuro. Intanto si determina una nuova situazione di tensione e di incertezza nella scuola, che si aggiunge alle inefficienze e alle insolvenze del governo e del MIUR.

Il più alto rappresentante del Ministero dell'Istruzione, non solo dimostra di conoscere poco o per niente le cose di cui parla (vedi ad esempio la questione delle pulizie da parte dei collaboratori scolastici), ma quelle che fa, ed anche quelle che non fa, risultano deleterie per la scuola pubblica statale.

È una situazione paradossale che sposta semplicemente gli effetti drammatici dei tagli da un aspirante all'altro, determinando situazioni anche di forte tensione.

La responsabilità di questo ultimo episodio delle graduatorie è unicamente del Ministro Gelmini che, anziché assumersi le proprie responsabilità, attraverso un provvedimento legislativo chiaro ed inattaccabile, ha demandato ad artifici amministrativi la soluzione del problema.

La confusione è grande ed è destinata ad aumentare.

Non sarebbe ora che chi la sta producendo ne prendesse coscienza e agisse di conseguenza?

Roma, 10 ottobre 2009