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Il Ministero avvia l'operazione consenso": un dossier di 26 pagine per dimostrare l'impossibile

Silenzio sul taglio delle risorse economiche e degli organici, ma non solo: ecco perché l’”operazione consenso” è una missione impossibile

03/11/2005
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Comunicato stampa di Enrico Panini
Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil

Il Ministero si è profuso con un dossier di ben 26 pagine per tentare di dimostrare l’indimostrabile, ovvero che l’azione del Ministro Moratti rappresenta un autentico “ ben di Dio” per la scuola italiana.

Missione impossibile perché contrasta sia con i fatti che con l’esperienza concreta di milioni di cittadini.

Però per i “nostri” deve essere tentata perchè, come è noto, la prossima campagna elettorale richiede opere straordinarie per recuperare il consenso dopo i danni prodotti.

Le 26 pagine sono condite da un uso dei termini ambiguo tale da poter sostenere tutto ed il suo contrario, linguaggio da addetti ai lavori.

Colpiscono, in particolare, due fatti eclatanti.

Il primo è il silenzio assordante sul taglio delle risorse economiche.

Nulla si dice sui tagli degli stanziamenti della legge 440/’97 che destina soldi per contribuire all’attività delle scuole (il 25% in meno in quattro anni); niente sulla riduzione dei fondi per il funzionamento didattico ed amministrativo (oltre il 40% di riduzione in quattro anni); silenzio sull’inesistenza dei fondi per pagare la TARSU ai comuni da parte delle scuole; mutismo completo sulla riduzione di risorse per il pagamento dei supplenti (871 milioni di euro in tre anni con la Finanziaria per il 2005).

Inutile cercare i dati relativi alla “manovra” Tremonti di poche settimane fa che per il 2005 taglia, fra l’altro, ulteriori 58 milioni di euro alle scuole; 2.525.732 di euro per interventi integrativi ai disabili e quasi 13 milioni di euro per la Legge 626 (sicurezza nei luoghi di lavoro).

Il secondo fatto è relativo agli organici per cui, dopo aver tagliato l’inverosimile, ora ci si vuol accreditare come degli investitori.

Andiamo con ordine:

  • oltre 20.000 posti di organico ata tagliati nel luglio 2001;

  • 34.300 posti docenti in meno con la prima finanziaria Berlusconi;

  • oltre 9.000 posti in meno derivanti dalla norma che obbliga a saturare le cattedre a 18 ore (Finanziaria 2003);

  • oltre 3.000 posti in meno con la norma che vincola al completamento fino a 24 ore con gli spezzoni (Finanziaria 2002);

  • 9.600 ata in meno con la Finanziaria 2003 (Finanziaria 2003);

  • 2.000 posti tagliati rimandando nelle scuole invalidi e inidonei (Finanziaria 2003);

  • 800 posti di amministrativi in meno presso i distretti tagliati (Finanziaria 2003);

  • diverse migliaia di posti in meno ottenuti mediante l’incremento dei giorni minimi per chiamare un supplente (Finanziaria 2002).

Al risultato di questo taglio, risultato di atti amministrativi e di leggi finanziarie, si aggiungono le seguenti ulteriori riduzioni:

  • il mancato incremento di docenti e ata pur in presenza di un aumento della popolazione scolastica che ha comportato anche: aumento del numero di alunni per classe; meno sostegno sugli alunni portatori di handicap; riduzione del tempo pieno e del tempo prolungato; mancato assorbimento delle liste dei attesa nella scuola dell’infanzia. (tetti regionali, Finanziaria 2002);

  • le conseguenze degli impegni segreti assunti dal Ministro Moratti con il Ministro Tremonti nell’agosto 2001 con una nota resa pubblica da quotidiani e siti internet.

Insomma, l’”operazione consenso” è una missione impossibile.