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Il Governo spreca e la scuola pubblica paga

Comunicato Stampa di Enrico Panini

02/07/2002
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Comunicato Stampa di Enrico Panini

In questi giorni fonti governative stanno alimentando l’ennesima bufala sui conti economici.
Secondo questa bufala la scuola pubblica viene additata strumentalmente come la responsabile del rosso nei conti dello Stato che nasce, esclusivamente, dalla natura delle scelte di politica economica del Governo.
Tutto ciò serve solo per accelerare il tentativo di privatizzare la nostra scuola e per legittimare l’ennesima pesante sforbiciata agli organici da portare a compimento con la prossima Finanziaria.
Per giustificare queste conclusioni il Governo tira in ballo ora il costo del personale ATA trasferito dagli Enti Locali allo Stato nell'anno 2000; sul numero degli appalti per pulizie girano cifre irreali; per spese sottostimate esplicitamente dal Governo si grida ora allo scandalo dei maggiori costi; si denuncia la spesa per supplenze tacendo sul fatto che esse garantiscono il funzionamento di classi.
Nulla dice, invece, il Governo sul costo effettivo del Decreto Legge di avvio dell'anno scolastico 2001 – ’02 che si ipotizza essere di alcune migliaia di miliardi; sulle crescenti risorse elargite alla scuola privata; sull'imminente immissione in ruolo di oltre 20.000 insegnanti di religione cattolica; sul richiesto aumento delle dotazioni dirigenziali centrali e periferiche; sull’aumento dei costi derivante dalle crescenti inefficienze dell’amministrazione addebitabili esclusivamente a scelte politiche.
Chi pensa che le cifre portate dimostrino la necessità di privatizzare e di tagliare si sbaglia di grosso: esse attestano il fallimento delle attuali politiche sulla scuola.

Roma, 2 luglio 2002