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Il governo intende stanziare risorse per il rinnovo contrattuale nei settori pubblici? Le promesse di Renzi sembrano evaporare

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

29/09/2016
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La nota di assestamento di bilancio emanata dal Consiglio dei ministri conferma i timori del mondo della conoscenza: non ci sono risorse per la firma del rinnovo del contratto nazionale. È l’ennesima presa in giro di questo governo che non garantisce ai lavoratori e alle lavoratrici del Pubblico impiego, e in particolare a quelli del comparto della conoscenza migliori condizioni salariali e valorizzazione delle professionalità. Per queste ragioni servono immediatamente l’atto di indirizzo per l’apertura delle trattative, risorse adeguate nella legge di stabilità e il superamento della legge Brunetta. Occorre estendere e rendere esigibile la contrattazione decentrata per migliorare la qualità dei servizi e dell’offerta formativa. Il nostro obiettivo è quello di innovare i contratti nazionali affermando parità di diritti e di retribuzioni tra lavoratori precari e a tempo indeterminato per riunificare il lavoro in tutti i comparti della conoscenza.

Il rinnovo dei contratti nazionali nel pubblico impiego non è una cortesia che il premier e il suo governo fanno ai lavoratori e alle lavoratrici. È un impegno preciso che deriva dalla necessaria e immediata applicazione di una rigorosa sentenza della Corte Costituzionale, che lo impone all’esecutivo. Ogni tentativo di dilazionamento o addirittura di rinuncia del rinnovo contrattuale, non solo danneggia centinaia di migliaia di lavoratori della conoscenza e le loro famiglie, che in questi anni hanno perso salario, ma contravviene a una specifica sentenza della Suprema Corte.