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Governo e Parlamento: dare soluzione immediata ai precari storici dell’AFAM e ai docenti dei musicali pareggiati che rischiano il posto di lavoro

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

10/11/2016
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Siamo molto preoccupati per la condizione di gravissima difficoltà in cui versa gran parte degli Istituti Superiori di Studi Musicali, ex Istituti Musicali Pareggiati (IMP) e per la sorte dei precari storici. Si continua a ritardare sia la stabilizzazione dei precari che le soluzioni per gli istituti pareggiati. Per effetto dei tagli agli Enti locali – principali finanziatori – alcuni di essi purtroppo hanno già chiuso, e per altri si prevede un’analoga drammatica soluzione. Ciò porta ad un ulteriore impoverimento della diffusione dell’alta formazione musicale sul territorio nazionale, ed è un danno per migliaia di giovani studenti e per centinaia di docenti.

Poiché  gli Istituti Superiori di Studi Musicali svolgono una notevole funzione culturale e sociale sul territorio, crediamo che governo e Parlamento in sede di approvazione della legge di Bilancio 2017 debbano urgentemente provvedere a fornire una soluzione positiva per tali istituti. Noi invitiamo il legislatore a intervenire almeno su tre punti decisivi, assicurando le necessarie risorse: definire politiche per il riordino razionale del sistema dell’Alta formazione artistica e musicale; finanziare il processo di statizzazione degli Istituti Superiori di Studi Musicali, in modo da preservarne l’importante presenza diffusa sul territorio; dare soluzione definitiva, mediante un processo di assunzioni a tempo indeterminato, all’enorme problema dei docenti precari storici, che rappresentano una grande risorsa per tutto il Paese, da non disperdere.

Servono dunque soluzioni rapide perché la situazione di incertezza su precari e pareggiati provoca gravi ripercussioni nell’offerta didattica e formativa del sistema AFAM. Così facendo si darebbe nuovo e vigoroso impulso ad uno dei settori strategici della cultura nazionale, quello dell’alta formazione musicale, si darebbero nuove speranze a tanti nostri giovani di talento, che così non sarebbero costretti a migrare per studiare musica, e si garantirebbe a centinaia di docenti la stabilizzazione occupazionale.