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Elezioni RSU 2012: più voti, più fiducia alla FLC CGIL

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

09/03/2012
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Riepiloghiamo i dati nazionali, con le percentuali ottenute da ogni organizzazione sindacale e il raffronto con le precedenti elezioni, relativi ai settori della conoscenza. Si conferma che la FLC CGIL ha vinto le elezioni delle RSU. Sono cifre attendibili ottenute con uno sperimentato sistema di rilevazione.

Ricerca: FLC CGIL 38,29% (precedente 33,67), CISL FIR 23,3% (precedente 25,55), UIL RUA 18,78% (precedente 19,81) USI 5,63%.

Università: FLC CGIL 34,87% (precedente 31,43), CISL Università 22,23 (precedente 26,16), UIL RUA 13,92 (precedente 14,79), SNALS 11,46 (precedente 10,63) CISAL 5,66 (precedente 5,72).

AFAM (accademie e conservatori): FLC CGIL 30,39% (precedente 29,61), CISL Università 18,4% (precedente 26,76), UIL RUA 15,38 (precedente 12,58) CONFSAL SNALS 3,91% (precedente 4,61), UNAMS 23,83% (precedente 26,74).

Risultati parziali relativi alla scuola pubblica, 7690 scuole su 10230: FLC CGIL 35% (precedente 30,9), CISL Scuola 24,95% (precedente 24,6), UIL Scuola 14,89% (precedente 14,3), SNALS 14,12% (precedente 16,84), GILDA 6,03% (precedente 6,5). Comunicheremo entro lunedì i dati definitivi.

Basta con la bugia secondo la quale tutti hanno vinto. Sicuramente ha vinto la democrazia con un risultato straordinario in termine di partecipazione al voto. La FLC CGIL si conferma primo sindacato e ottiene più voti in tutti comparti della conoscenza. È il riconoscimento delle lavoratrici e dei lavoratori della conoscenza per le battaglie condotte in questi anni contro il tentativo di demolire i diritti e di devastare l'istruzione e la ricerca pubblica.

Questo risultato rafforza i nostri obiettivi che sono quelli della riconquista del contratto nazionale, di una profonda modifica della riforma delle pensioni, della cancellazione delle leggi Brunetta, delle controriforme della Gelmini, del no alla modifica dell'art. 18 e della necessità di tornare ad investire su scuola, università, ricerca e AFAM.

Non faremo sconti al Governo Monti e in assenza di risposte concrete siamo pronti ad una intensa fase di mobilitazione.