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Di precarietà si muore. Insegnante si è tolto la vita

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

05/11/2012
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Il suicidio di Carmine Cerbera dovrebbe far riflettere tutti.
La precarietà è violenza contro le persone fino a spingerle a rinunciare alla propria vita. Il lavoro è stato ridotto in merce, spogliato della dignità.

Il Ministro Profumo, in perfetta continuità con quello precedente, nega il diritto alla certezze del lavoro per i tantissimi precari dei comparti della conoscenza nel nome di una falsa meritocrazia. Le politiche liberiste stanno umiliando persone che da anni garantiscono il funzionamento di scuole, università, conservatori e istituti di ricerca. Il lavoro da bene comune viene considerato un premio da mettere in palio per una lotteria come si vuole fare con il concorso per docenti. Il Governo Monti per garantire la finanza e la speculazione continua a tagliare risorse alla scuola e s'inventa l'aumento dell'orario riducendo ulteriormente supplenze e organici. Cresce la frustrazione per un futuro che non c'è più ed è disarmante la distanza che separa chi governa e la condizione disperata di tantissime persone.

Il gesto estremo di Carmine deve spingerci ad uscire dalle solitudini e dalle sofferenze individuali per mettere in campo una forte azione collettiva per cambiare un Italia sempre più ingiusta, più cinica e meno solidale.