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Decreto del Governo su formazione artistica e musicale: un ennesimo provvedimento senza alcuna risorsa finanziaria

La FLC Cgil sull'approvazione del DPR sugli ordinamenti didattici delle Accademie di Belle Arti e Conservatori di Musica

06/05/2005
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Comunicato stampa di Enrico Panini
Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil

Approvato dal Consiglio dei Ministri il DPR sugli ordinamenti didattici delle Accademie di Belle Arti e Conservatori di Musica (Alta Formazione Artistica Musicale).
Il testo, dichiarato definitivo, comunque richiederà alcuni chiarimenti su aspetti tecnico-finanziari tutti interni all’Amministrazione (MIUR-MEF) .
Rispetto ai primi testi la nostra azione ha prodotto significative modifiche nelle scelte del Governo, rimangono però alcuni punti di fondo sui quali il nostro giudizio si conferma come decisamente negativo.
In particolare, non condividiamo la mancanza di una corrispondenza tra il sistema universitario dell’Alta Formazione e il restante sistema universitario perché l’autonomia e la specificità se non sono messe nelle condizioni di poter dialogare all’interno del mondo universitario producono separatezza ed isolamento.

Inoltre, il Decreto:

  • sviluppa un sistema senza delineare il profilo della docenza e i requisiti delle istituzioni rinviando ad un tempo indefinito la soluzione;

  • definisce il sistema con terminologie e assetti organizzativi che non consentono il dialogo fra questo sistema e quello dell’università;

  • assegna alla delega ministeriale un ampio spazio di “azione” basato però su un impianto formativo rigido costituito dalla fotografia dell’esistente soprattutto per quanto riguarda la parte musicale.

Infine il fatto che nel decreto sia chiaramente indicato che tutto si dovrà realizzare a costo zero per lo Stato, la dice lunga da un lato delle reali potenzialità che questo decreto potrà concretizzare e, dall’altro, dell’interesse che il Governo riserva ad istituzioni di così alto valore e significato.

Resta un mistero come possa il Ministro Moratti dichiarare con tanta enfasi il rilancio del settore.

Per noi, invece, in questo modo, la continua assenza di risorse penalizza il grande patrimonio artistico, storico e culturale, rappresentato da queste istituzioni.

Roma, 6 maggio 2005