FLC CGIL
Contro la regionalizzazione del sistema di istruzione fima anche tu

http://www.flcgil.it/@3828765
Home » Comunicati stampa » Comunicati FLC CGIL » Alunni disabili discriminati da scuole paritarie. Il ministero non interviene.La Cgil Scuola si rivolge alla magistratura

Alunni disabili discriminati da scuole paritarie. Il ministero non interviene.La Cgil Scuola si rivolge alla magistratura

Comunicato stampa di Enrico Panini

01/12/2003
Decrease text size Increase  text size

Comunicato stampa di Enrico Panini

La Cgil Scuola ha inoltrato un esposto al Procuratore della Repubblica affinché avvii “… un’indagine volta a verificare la sussistenza di eventuali irregolarità da imputarsi ad un colpevole comportamento del Ministero della Pubblica Istruzione.”

L’azione si è resa necessaria dopo che da ben due mesi è noto che diverse scuole paritarie hanno discriminato degli alunni disabili.
Infatti, su 40 scuole paritarie, anche di ispirazione cattolica, a Milano, Bologna, Roma, Napoli e Bari, 30 hanno nettamente rifiutato l’iscrizione di un bambino disabile (richiesta da alcuni giornalisti nel corso di un reportage) e 9 si sono limitate a dimostrare disponibilità.

Come da noi tempestivamente richiesto, il Ministero, verificata la fondatezza della denuncia, avrebbe dovuto revocare immediatamente la parità alle scuole interessate.

Infatti, il mantenimento della condizione di scuola parificata richiede il rigoroso rispetto di alcune condizioni, una delle quali è, appunto, “l’applicazione delle norme vigenti in materia di inserimento di studenti con handicap o in condizioni di svantaggio”. (Legge 62/’00, art. 1, comma 4, lett. e).

Non è stato attivato alcun controllo, per questo abbiamo deciso di rivolgerci alla Magistratura per contrastare ogni gestione della parità giustificata esclusivamente per l’attribuzione di consistenti risorse economiche.

L’apertura delle iscrizioni per l’anno 2004-’05 si sta avvicinando ed abbiamo fondati motivi per temere che i casi di discriminazione possano aumentare.
Se così fosse non mancheremo di investire ulteriormente la magistratura vista la latitanza del Ministero e di ogni forma di reale controllo.

Roma, 1 dicembre 2003