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Accordo separato sulle regole contrattuali: sul piano economico si prospetta un'operazione di riduzione programmata dei salari

Una ulteriore beffa per i lavoratori della conoscenza e per tutti i dipendenti pubblici dall'intesa separata sulle regole contrattuali. Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil.

24/01/2009
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>> Accordo Quadro di riforma degli assetti contrattuali <<

Il Governo, con le intese sul secondo biennio contrattuale della scuola e dell'università, non firmate dalla FLC, ha riconosciuto aumenti contrattuali pari a metà dell'inflazione reale, non risolvendo la drammatica prospettiva del licenziamento di migliaia di precari e non concedendo alcuna riduzione della pressione fiscale. Con le nuove regole si peggiora ulteriormente la condizione di tutti i lavoratori perchè si prevede che il nuovo indice per l'adeguamento degli aumenti all'inflazione programmata sarà depurato dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici importati e quindi si programma la riduzione dei salari. Si precisa che per i dipendenti pubblici quel meccanismo sarà vincolato alle risorse decise in finanziaria che, secondo i contenuti del DL 112/08, sono determinate sulla base del tasso d'inflazione programmato peraltro nettamente inferiore a quella reale.

A ciò si aggiunge, essendo triennali, che nei prossimi rinnovi contrattuali pubblici la verifica degli eventuali scostamenti tra inflazione prevista e quella reale, senza peraltro alcun meccanismo automatico, si farà al termine delle vigenze contrattuali ed eventuali recuperi salariali avverranno nel successivo triennio.

Una vera e propria operazione di riduzione programmata dei salari!

Il cerchio si chiude con i regolamenti della Gelmini, il disegno di legge delega Brunetta e il disegno di legge Aprea che distruggono l'istruzione pubblica e vaporizzano la contrattazione decentrata, riportando al potere assoluto ed unilaterale del Governo la definizione degli organici, dei salari, degli orari, del reclutamento, dell'avanzamento professionale e delle sanzioni disciplinari. In perfetta coerenza con tale disegno si teorizza il superamento delle rappresentanze sindacali unitarie.

Per queste ragioni stiamo svolgendo un referendum tra tutti i lavoratori dei comparti della scuola e dell'università, sul rinnovo del secondo biennio contrattuale, perché non si possono assumere decisioni che attengono alle condizioni materiali delle persone, per oggi e per domani, senza una consultazione democratica e senza definire regole precise sulla rappresentanza.

Abbiamo dichiarato la mobilitazione in tutti i comparti della conoscenza che porterà allo sciopero entro i primi giorni di marzo, intrecciando le questioni contrattuali con quella della nostra netta contrarietà alle politiche della Gelmini perché hanno l'obiettivo comune di indebolire la funzione del sindacato per poter agevolmente calpestare la dignità delle persone, licenziare migliaia di precari e privatizzare la scuola e l'università.

Roma, 24 gennaio 2009