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Tabelle di equiparazione fra i livelli di inquadramento per la mobilità fra i settori pubblici

Con una specifica lettera i Sindacati dei Comparti pubblici avvertono il Governo di non procedere senza averli consultati come prevede invece la norma.

03/03/2015
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La FLC Cgil e la FP Cgil, insieme con gli altri Sindacati del Pubblico impiego di CISL e UIL, in data odierna hanno inviato una lettera al Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione per avvertirlo di non procedere, come si apprende invece dagli Organi di stampa, con il varo della tabelle di equiparazione tra i livelli di inquadramento ai sensi dell’art. 29 bis del DLgs 165/2001, senza prima aver consultato le stesse organizzazioni sindacali.

Il medesimo citato art. 29 bis, del resto, prevede la consultazione  delle rappresentanze dei lavoratori nella determinazione delle tabelle in parola, tanto più in un momento così delicato in cui i processi di riassetto della Pubblica Amministrazione e in particolare gli Enti locali (legge 56/2014) sono destinati a determinare significativi eventi di mobilità intercompartimentale.

Ma, in linea generale, sia per mobilità dovuta a processi di riforma sia per quella dovuta a domande individuali sia per quella determinata da situazioni di esubero, si rende indispensabile la partecipazione dei rappresentanti sindacali senza la quale si metterebbe in atto da parte del governo un comportamento lesivo degli interessi dei lavoratori.

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Roma, 3 marzo 2015

Al Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione

Oggetto: tabelle di equiparazione fra i livelli di inquadramento ai sensi dell’art. 29- bis del DLgs 165/2001

Egr. signor Ministro,
abbiamo appreso dagli organi di stampa che sarebbero in corso di pubblicazione le tabelle previste dall’art. 29-bis del D. Lgs. 165/2001, che avrebbero il compito di definire l’equiparazione fra i livelli di inquadramento previsti dai contratti collettivi relativi ai diversi comparti di contrattazione, per favorire i processi di mobilità.

Tali tabelle di equiparazione risultano indispensabili sia per gestire i casi di mobilità individuale volontaria verso amministrazioni diverse da quella di appartenenza del lavoratore (ex comma 1 dell’art. 30 del D. Lgs. 165/2001), sia per i casi di trasferimenti tra amministrazioni diverse (ex comma 2 dell’art. 30 del D. Lgs. 165/2001) e sia per i casi di mobilità collettiva nei casi di enti in particolari situazioni di soprannumero o comunque eccedenze anche per ragioni funzionali o finanziarie ex art. 33 del D. Lgs. 165/2001 (mobilità collettiva).

Com’è ovvio esse risultano indispensabili soprattutto in questa fase del processo di riassetto della Pubblica Amministrazione, ed in particolare delle autonomie locali che, alla luce della L. 56/2014, darà luogo al trasferimento del personale delle attuali province, anche presso amministrazioni appartenenti a comparti diversi.

A tal proposito il Governo, con il comma 3 dell’art. 4 del D. L. 90/2014, aveva fissato un termine entro il quale, se non fosse stato adottato il DPCM previsto dall’art. 29-bis, la tabella di equiparazione sarebbe stata adottata con Decreto da emanarsi a cura della S. V., di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

Beninteso che riteniamo tali tabelle assolutamente fondamentali, soprattutto nell’immediato per le ragioni sopra motivate, se le notizie apprese dai mezzi di stampa dovessero rivelarsi fondate, alla luce del mancato confronto con le parti sociali, mai avvenuto e neanche mai attivato in alcuna delle fasi che avrebbero portato alla loro determinazione, riterremmo assolutamente lesivo dell’interesse dei lavoratori il fatto che le loro rappresentanze non siano state preventivamente ascoltate, secondo quanto previsto dall’art. 29-bis del D. Lgs. 165/2001.

Dopo l’emanazione del D. L. 90/2014, e ancor di più dopo la sua conversione in legge avvenuta con la legge di conversione 114/2014, ci saremmo aspettati infatti la Sua convocazione al tavolo per essere ascoltati entro i termini previsti, peraltro non perentori.

Proprio per evitare che si potesse arrivare ad un atto unilaterale, Le avevamo inviato anche una nota unitaria con la quale chiedevamo di essere convocati urgentemente.

Ciò detto, per evitare che il meccanismo introdotto dal D. L. 90/2014 produca quale unico premeditato effetto, quello di impedire la partecipazione dei lavoratori alla definizione dei criteri di equiparazione, le chiediamo un urgente incontro per essere preventivamente ascoltati sulle tabelle.

A tale scopo Le chiediamo altresì di volerle anticipare alle OO. SS. in previsione dell’incontro.

Cordiali saluti

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