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Venerdì 8 ottobre, precari della ricerca e della docenza universitaria in assemblea a Bologna

l Coordinamento nazionale lavoratrici e lavoratori precari della FLC CGIL è uno tra i molti soggetti promotori dell'iniziativa.

07/10/2010
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>> Documento di convocazione dell'Assemblea <<

Il prossimo 8 ottobre si terrà presso l'Università di Bologna - Viale Berti Pichat, 6 - aula B ore 11.00-18.00 - l' Assemblea nazionale dei precari della ricerca e della docenza delle università con l'obiettivo di rafforzare le iniziative di lotta ai provvedimenti del governo e di costruire un coordinamento nazionale dei precari dell'Università.

Il costo maggiore dei provvedimenti di questo governo, dai tagli alle modiche nel reclutamento e allo stato giuridico, è pagato proprio dai lavoratori precari che oltre all'incertezza nel rinnovo dei contratti subiranno un sistema ancor più precarizzato e arbitrario, vedendo peraltro pressoché azzerate le loro speranze di reclutamento. L'assemblea è tra le iniziative programmate in tutto il Paese per costringere governo e maggioranza ad un confronto vero sui problemi dell'università ad iniziare dai nodi delle risorse, del precariato, del reclutamento e dei ricercatori. In giorni nei quali si susseguono gli annunci e le smentite relative alla confronto in Aula di un provvedimento di legge fortemente voluto dalla CRUI e da Confindustria, sono proprio i più giovani, gli studenti, i ricercatori precari e non, tutti i lavoratori a ribadire la necessità di una vera e diversa riforma dell'Università.

Il Coordinamento nazionale lavoratrici e lavoratori precari della FLC CGIL è uno tra i molti soggetti promotori di una iniziativa che vuole essere l'occasione per porre all'attenzione del paese il dramma del lavoro precario nell'Università. In calce l'appello firmato dal coordinamento che ha indetto l'assemblea e un documento in cinque punti "per una vera riforma dell'Università".

All'interno del dibattito interverranno inoltre rappresentanti di: Rete 29 Aprile - Ricercatori per una Università Pubblica, Libera, Aperta / ADI - Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani / LINK - Coordinamento Universitario / UdU - Unione degli Universitari / RSU tecnici amministrativi Università di Bologna.

L'assemblea verrà trasmessa in streaming alla pagina http://www.ustream.tv/channel/assemblea-nazionale-ricercatori-precari, trovate il link su www.ricercatoriprecaribo.it

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Il testo dell'appello

I Precari della Ricerca e della Docenza delle Università italiane esprimono tutta la loro contrarietà rispetto ai contenuti espressi nella conferenza stampa del 22 Settembre 2010 dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e da quello dell'Economia, e rilevano che:

  • il ricatto esplicitamente formulato "prima la riforma e poi i soldi" è inaccettabile, perché la presunta "riforma" altro non è che un gigantesco progetto di smantellamento dell'università pubblica, che peggiorerà la qualità della didattica, cancellerà l'autonomia della ricerca scientifica, impedirà l'accesso ai ricercatori precari ed alle nuove generazioni e imporrà tasse sempre più alte agli studenti, selezionando per censo l'ingresso all'università e privando fasce consistenti della popolazione, in particolare molti tra i giovani delle regioni meridionali, del diritto ad un'istruzione di qualità;

  • l'imposizione al Parlamento dell' approvazione in tempi rapidissimi della riforma (alla Camera il 5 ottobre) si configura come l'ennesima forzatura di una maggioranza che non intende prestare il minimo ascolto ai soggetti interessati dal provvedimento;

  • i ministri hanno chiarito che per molti anni non ci saranno nuove assunzioni nelle università (di per sé un'affermazione inconcepibile in quasi tutti i paesi del mondo) dando così compimento all'operazione di licenziamento dei precari, che ricordiamo sono tra 60000 e 90000 (dati MIUR 2009), che dalla scuola viene definitivamente estesa anche all'Università.

  • Governo (e rettori) chiedono quindi ai ricercatori strutturati di scambiare le proprie prospettive di carriera con il futuro dell'istituzione in cui lavorano. Noi precari, invece, auspichiamo che i colleghi strutturati indisponibili respingano uno scambio così indecente e continuino a schierarsi, come ribadito nell'assemblea nazionale a Roma il 17 Settembre 2010, a difesa dell'università pubblica, mantenendo ferma la loro protesta ad oltranza;

  • la CRUI, anziché rendersi complice delle politiche della maggioranza, vigili piuttosto sul rispetto dell'articolo 14 della legge 311/58 che, lo ricordiamo, consente di restare in carica oltre l'età pensionabile solo ai rettori che avevano la qualifica di professore fuori ruolo al momento dell'elezione e non è applicabile in alcun modo a chi era ancora docente di ruolo.

Affinché la necessaria solidarietà dei precari verso i ricercatori indisponibili si traduca in azioni concrete, i precari devono diventare parte attiva della protesta. Per opporci allo smantellamento dell'università pubblica invitiamo perciò i precari di tutte le università italiane a mobilitarsi nei giorni 4, 5 e 6 Ottobre 2010con iniziative di protesta e assemblee locali che dovranno accompagnare tutto il percorso del DdL alla Camera.

Indiciamo per il prossimo Venerdì 8 ottobre 2010 a Bologna un'Assemblea Nazionale dei Precari della Ricerca e della Docenza delle Università, aperta a tutte le componenti dell'Università, della Ricerca e della Scuola, i cui studenti manifesteranno nelle città italiane proprio in quella giornata, per raccogliere la partecipazione alle iniziative locali e organizzarne di ulteriori, coordinandoci a livello nazionale con l'obiettivo prioritario di rafforzare la mobilitazione unitaria di tutto il mondo accademico contro lo smantellamento di Università e Ricerca pubblica.

Infine, esprimiamo la nostra solidarietà verso tutti i lavoratori, precari e non, che durante questo durissimo periodo di crisi stanno difendendo il proprio lavoro, e riteniamo che l'unificazione delle lotte sia l'unica strada efficace per rispondere all'aggressione che tutti stiamo subendo. In particolare auspichiamo che la nostra assemblea possa rappresentare un momento di confronto con i precari che già si sono organizzati in settori vicini al nostro, come scuola ed enti di ricerca, oltre che con i tanti precari e lavoratori in appalto che lavorano negli atenei italiani.