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Università: studenti in piazza contro il DDL Gelmini

Tante le iniziative promosse da studenti e lavoratori nel giorno dell'approvazione della "riforma" dell'università. CGIL, necessario un cambiamento complessivo della società per dare piena cittadinanza alle nuove generazioni.

22/12/2010
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da www.cgil.it

Il mondo della conoscenza è sceso nuovamente in piazza in tutta Italia per dire no al DDL Gelmini. Tante le iniziative promosse da studenti e lavoratori, a Roma, Napoli, Torino, Milano, Palermo e in tante altre città, con modalità creative e colorate, come la consegna di pacchi di natale e la richiesta di incontri con le istituzioni, compreso il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Nella capitale un colorato corteo è partito dalla città universitaria della 'Sapienza', dichiarata simbolicamente 'zona rossa della cultura', per poi dirigersi verso i quartieri universitari di San Lorenzo e Pigneto ed infine sfilare per la tangenziale est, la bretella autostradale interna di Roma, dove ha incontrato la solidarietà di tanti automobilisti che, nonostante siano rimasti bloccati nel traffico, sono scesi dalle auto per applaudire. Un corteo che ha disseminato per la città pacchi di natale per i lavoratori, decidendo di consegnarne uno, accompagnato da una piccola delegazione di studenti, al Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, che li ha ricevuti per un breve colloquio.

Al centro del confronto, come ha raccontato Camusso al termine dell'incontro, "le ragioni che sono alla base del loro movimento" e che, evidentemente, "travalicano le critiche al disegno di legge Gelmini: il tema vero è costituito da una generazione privata del futuro". Secondo il numero uno della CGIL "su una cosa gli studenti hanno assolutamente ragione: il loro futuro e le sorti della loro generazione è il tema di questo Paese e quindi è giusto che lo rappresentino a tutti". La dirigente sindacale ha inoltre espresso apprezzamento per le modalità scelte oggi per protestare "incontrare una serie di soggetti, per rappresentare le loro istanze, è molto positivo".

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Presente al corteo romano anche Domenico Pantaleo, Segretario Generale della FLC CGIL, la categoria che raggruppa tutti i lavoratori della conoscenza, il quale, ai microfoni della CGILtv, ha voluto spiegare le ragioni della presenza del sindacato in piazza a fianco degli studenti, ribadendo la necessità di contestare la 'riforma' dell'università, un provvedimento che arriva dopo la controriforma della scuola che fa seguito ai tagli agli istituti di ricerca pubblici. Secondo Pantaleo, il movimento che oggi è in piazza vuole "rivendicare un cambiamento della società in generale perché queste ragazze e questi ragazzi chiedono di passare dalla generazione del niente ad una piena cittadinanza".

"Oggi - prosegue il Segretario Generale della FLC CGIL - si nega addirittura la possibilità di apprendimento che è un fattore straordinario di inclusione nelle moderne società". "Questo governo - conclude Pantaleo - arrogante, autoritario e antidemocratico oggi ha rotto il rapporto con questa generazione noi vogliamo, invece, tentare di riannodare i fili".

A spiegare le ragioni della protesta sono soprattutto i tanti studenti scesi in piazza, che negli ultimi tre mesi hanno costruito una mobilitazione partita sul tema del 'DDL Gelmini', definito "l'ultimo tassello della distruzione dell'università pubblica", ma che si è allargata nelle richieste, andando anche oltre, raccogliendo un dissenso presente all'interno di questo paese, intrecciando le lotte dell'università con quelle del lavoro, e dei precari, e ponendo il tema della sfiducia al governo, con la precisa richiesta "questo governo vada a casa!".