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Scuola, università e ricerca: le valutazioni della FLC Cgil sul Disegno di Legge Finanziaria 2007

I testi del ddl che pubblichiamo e commentiamo sono quelli ufficialmente pubblicati dal Governo e che, in alcuni punti, divergono in modo significativo da altre versioni diffuse.

13/10/2006
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Il Governo ha approvato la Legge Finanziaria per l’anno 2007, approntando un testo rispetto al quale sembrano essersi ricomposte le contraddizioni interne alla maggioranza che si erano manifestate via via nei giorni passati.

Il testo approvato è molto diverso dalla bozza precedentemente presentata alle parti sociali, rispetto alla quale sia la CGIL che la FLC avevano protestato, minacciando il ricorso a forme dure di lotta e mobilitazione.

Notiamo con soddisfazione che la puntuale presa di posizione delle Organizzazioni Sindacali ha prodotto notevoli cambiamenti e modifiche che connotano la proposta attuale.

Il giudizio sull’impianto complessivo della Finanziaria.

Anche se ancora non è possibile formulare un giudizio compiuto e definito, in quanto non sono ancora note le tabelle allegate al Disegno di Legge, ci pare che la manovra nel suo complesso agisca nella direzione di sanare uno dei guasti profondi che si sono prodotti nella società italiana, in particolare in questi anni.

Nell’impostazione della politica fiscale, infatti, la colossale redistribuzione del reddito a favore di un numero percentualmente ristretto di famiglie e cittadini italiani, a scapito di un’ampia maggioranza che trova difficoltà a raggiungere la fine del mese, vede finalmente un’inversione di tendenza.

Apprezzabili sono anche i risultati conseguiti rispetto al reperimento delle risorse per i rinnovi dei contratti dei lavoratori pubblici ( art.58), la decisione di non apportare modifiche strutturali al sistema previdenziale pubblico all’interno della finanziaria, la scomparsa della maggior parte delle norme sulla scuola che l’avevano colpita in modo violento.

Il giudizio sulle scelte relative alla conoscenza.

Siamo altresì consapevoli che cinque anni di governo di centro-destra sono una eredità pesante da gestire e che non consente una immediata realizzazione di tutti i buoni propositi contenuti nei programmi elettorali.

Questo, però, non rappresenta per noi una ragione sufficiente per non dare una valutazione complessiva della parte relativa ai comparti della conoscenza, alla luce delle richieste sindacali unitarie e della necessità di affermare una netta discontinuità che ha caratterizzato la precedente legislatura.

LA FLC Cgil, al riguardo, esprime forte insoddisfazione per le politiche complessive sulla conoscenza che non diventa un elemento trainante e centrale in questa finanziaria.

Colpisce, al riguardo, la forte contraddizione tra affermazioni di principio, più volte espresse dal governo in merito al ruolo propulsivo che si vuole attribuire a scuola, università, ricerca ed alta formazione artistica e musicale nella politica economica e sociale del paese, e l’assoluta inesistenza, nella legge finanziaria, del rapporto tra conoscenza, innovazione e sviluppo e quindi di una progettualità positiva.

Questo ha comportato non solo che la quantità delle risorse (se si escludono quelle derivanti da partite di giro provenienti dall’interno) non siano effettivamente commisurate alle necessità dei nostri settori, ma che non manchino nello specifico dei singoli comparti scelte di riduzione degli interventi rispetto all'attuale funzionamento.

Le scelte sui comparti della conoscenza.

Andando agli interventi della finanziaria relativi ai singoli comparti della conoscenza non mancano scelte positive che nelle singole schede di analisi dei principali articoli del DdL sulla Finanziaria evidenziamo in modo puntuale.

Nell’economia di questa presentazione soffermiamo l'attenzione sui punti di maggiore criticità fra i quali segnaliamo i seguenti elementi:

Università e Ricerca pubbliche.
Questi due comparti subiscono scelte che noi non condividiamo.

Citiamo: lo sblocco solo teorico delle assunzioni; la mancanza di finanziamenti dei settori pubblici; la grave lesione dell’autonomia nel momento cui il ruolo dei presidenti degli Enti, è sostituito con quello dei direttori generali.

Siamo insoddisfatti, poi, della mancanza assoluta di riferimenti a questioni che andavano sanate (è questo il caso dei lettori di madre-lingua delle università) o dell’assenza di interventi per settori che avevano, invece, urgente bisogno di finanziamenti, come nel caso dell’Alta Formazione Musicale ed Artistica (AFAM).

E’ evidente che il ricorso alla mobilitazione unitaria, in assenza di cambiamenti significativi delle scelte richiamate sopra, diventa inevitabile.

Scuola.
Se da un lato scompaiono dal testo i contenuti dell'articolato predisposto dal Ministero dell'economia la scorsa settimana, dall’altro, per noi risultano particolarmente inaccettabili, le scelte compiute in merito all’innalzamento dell’obbligo scolastico.

Anche le operazioni che definiamo positive (come nel caso dell’immissione in ruolo dei precari) vedono però la presenza di alcuni elementi negativi nell’articolato che, se non rimossi durante l'iter parlamentare, ne mineranno l'efficacia. Anche in questo caso le schede allegate riportano puntualmente le nostre proposte.

Su tutte le questioni affrontate nella Finanziaria per i comparti della conoscenza, un confronto approfondito e preventivo con le organizzazioni sindacali avrebbe sicuramente evitato scelte sulle quali si stanno appuntando in questi giorni giudizi negativi.

Gli argomenti principali che la FLC Cgil ritiene vadano radicalmente modificati o cancellati dalla Legge Finanziaria sono:

Università, Ricerca, AFAM:

  • Assenza di una soluzione piena per il precariato.

  • Tagli alle risorse e mancanza di finanziamenti.

  • Dimezzamento degli scatti ai docenti universitari

  • Sostituzione dei Presidenti degli Enti con i Direttori Generali.

Scuola

  • L’art. 68 relativo agli interventi a favore del sistema dell’istruzione va modificato profondamente in diverse parti. In particolare deve essere affermato il pieno diritto dell’elevamento dell’obbligo scolastico fino a 16 anni da assolversi solo nella scuola.

  • Cancellazione del comma 12 dell’art. 68 relativo al finanziamento delle scuole private.

  • Revisione dei parametri degli organici senza alcuna scelta di qualità del sistema.

  • Mancata soluzione del precariato del personale ATA.

La FLC Cgil è da subito impegnata ad aprire unitariamente un tavolo di confronto col governo su tutti i punti critici e ad avviare unitariamente con le altre OO.SS. un percorso di mobilitazione e di lotta utile alla tutela degli interessi dei lavoratori della conoscenza e del sistema formativo italiano.

Rispetto ai materiali pubblicati ci riserviamo ulteriori segnalazioni dopo gli approfondimenti delle norme di carattere generale contenute nella Finanziaria per le loro ripercussioni sui nostri comparti.

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Roma, 4 ottobre 2006