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Legge 240/10, effetti sui contratti dei precari: necessaria una iniziativa che eviti i licenziamenti di massa

Il Segretario generale della FLC CGIL scrive al Ministro Gelmini.

15/02/2011
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La legge 240/10 inizia a produrre i suoi effetti devastanti sui precari.

Non essendo ancora in vigore la nuova disciplina su assegni di ricerca e contratti a termine, il vuoto normativo causato dalla abrogazione della legge precedente unito alle nuove limitazioni e al sostanziale blocco del turn over sta bloccando ogni forma di reclutamento anche "precario" e portando ad autentici licenziamenti di massa.

Per denunciare tutto questo, il Segretario generale della FLC CGIL, Domenico Pantaleo, ha inviato una lettera al Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini e al Ministro per la Funzione Pubblica, Renato Brunetta.

________________

Roma, 15 febbraio 2011
Prot. n. 68/2011 DP/fs-ab

On. Mariastella Gelmini
Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca

Prof. Renato Brunetta
Ministro per la Funzione Pubblica e l'lnnovazione
nella Pubblica Amministrazione

E p.c.
Prof. Enrico Decleva
Presidente CRUI

Prof. Marco Mancini
Segretario Generale CRUI

Prof. Enrico Garaci
Presidente
Comitato di Settore del Comparto Ricerca

Gentile Ministro,
com’era prevedibile già nella fase di prima attuazione della legge 240 2010, da Lei fortemente voluta e da noi fortemente contestata, si stanno verificando molteplici problemi di “armonizzazione”. Le contraddizioni, purtroppo, pesano in particolare sulle spalle dei lavoratori più deboli e non tutelati: i precari della ricerca e della didattica.

Ci riferiamo, in particolare, alla normativa su assegni e collaborazioni ad attività di ricerca che, lungi dal configurarsi come il superamento della giungla di contratti precari che attanagliano le nostre Università e i nostri Enti di Ricerca, si sta trasformando in un licenziamento di massa.

Oggi negli Atenei e negli Enti Pubblici di Ricerca interessati dalla nuova disciplina degli assegni si paga la totale mancanza di gestione della fase transitoria che si aggiunge alle conseguenze dei tagli e del sostanziale blocco delle assunzioni contenuti nelle ultime leggi finanziarie.

Alcune amministrazioni, infatti, hanno interrotto le procedure per l'erogazione degli assegni ex legge 449/97, nonché per i contratti e le borse di ricerca e ritengono di non poter procedere a proroghe o rinnovi contrattuali su risorse già disponibili e riferite a singoli progetti di ricerca. Altre hanno trovato soluzioni interpretative che tentano di salvare il salvabile.

Nelle università in particolare vanno considerate le conseguenze dell'articolo 18, comma 5 della legge 240, che impedisce lo svolgimento dell’attività di ricerca a migliaia di persone paralizzando di fatto il lavoro su intere filiere. Inoltre, se non verranno prorogati i cosiddetti “sconti” previsti legge 143/04 art. 5 nel calcolo del rapporto stipendi/FFO non solo verrà impedito alle Università il reclutamento straordinario di professori associati ma, dopo tanta retorica sulla meritocrazia e il rinnovamento generazionale, anche delle nuove figure di Ricercatori a Tempo Determinato.

Negli enti si attende ancora da oltre un anno il decreto che dovrebbe consentire le assunzioni sul turn over del 2009.

Tutto ciò non è accettabile.

È necessario, innanzitutto, che il Ministero proceda celermente agli adempimenti che sono di sua competenza. Tuttavia non basta; è infatti urgentissimo che il Ministero si faccia carico della gestione di questa complessa fase adottando tutte le soluzioni utili a consentire la prosecuzione delle attività di ricerca in essere e dei contratti di lavoro, prima fra tutte quella legislativa, posticipando attraverso il decreto “milleproroghe” l’entrata in vigore della normativa e permettendo alle amministrazioni di organizzare la transizione dal vecchio al nuovo regime.

È evidente che, se l’inerzia non verrà superata, sarà inevitabile una iniziativa di mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori in ogni ateneo e a livello nazionale.

Distinti saluti.

Il Segretario Generale FLC CGIL
Domenico Pantaleo