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Finanziaria e precariato: incontro presso il Dipartimento Funzione Pubblica

Secondo il Ministero si avvia un processo di stabilizzazione del precariato nel pubblico impiego, che non potrà essere risolto con la prima Legge Finanziaria. La FLC ha ribadito la propria insoddisfazione

03/11/2006
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Si è svolto ieri un incontro presso il Ministero della Funzione Pubblica convocato sul tema del precariato nel pubblico impiego.

Nell’introdurre la riunione, da parte del Ministero sono state richiamate le norme contenute nel disegno di legge finanziaria per la stabilizzazione dei lavoratori precari delle amministrazioni pubbliche, in particolare l’articolo 57 che consentirebbe di destinare il 20% del fondo per le assunzioni in deroga ai tempi determinati.

Successivamente sono stati esposti i contenuti di un emendamento che il Ministero intende presentare in Commissione Bilancio della Camera, che sta esaminando in sede referente il disegno di legge finanziaria, in cui si stabilisce che nelle assunzioni di personale con contratto a termine il 50 % dei posti programmati è riservato al personale che ha avuto un contratto di collaborazione coordinata e continuativa per la durata complessiva di almeno un anno alla data del 29 settembre 2006, che ha consentito alle diverse amministrazioni di fronteggiare esigenze attinenti alle ordinarie attività di servizio.

L’obiettivo sarebbe quello di iniziare un percorso virtuoso che porti al superamento delle collaborazioni coordinate e continuative.

La FLC nel suo intervento ha sostenuto che se è vero che tutti gli incontri hanno una qualche dose di utilità, occorre che comunque ci sia un qualche riscontro tra ciò che si discute e le decisioni che si assumono sulle tematiche oggetto degli incontri stessi. Da questo punto di vista, quindi, l’auspicio è che da qui in avanti le questioni affrontate trovino una qualche corrispondenza ad esempio in Finanziaria, diversamente da quanto è finora accaduto. In tal senso il metodo diventa sostanza.

Nel merito, abbiamo evidenziato che il problema principale per i comparti dell’università e della ricerca è rappresentato dal blocco delle assunzioni riproposto anche per il 2007. La norma dell’articolo 70 del Disegno di legge finanziaria che consente, dal primo gennaio 2008, alle università e agli enti di ricerca di spendere l’80% del budget ha una efficacia nulla se si mantiene il contestuale riferimento al turn over, mentre la previsione dell’articolo 57 è insufficiente in quanto esclude i collaboratori e gli assegnisti.

Per questo abbiamo chiesto, con le proposte di emendamenti unitari nella parte dedicata al precariato della ricerca e dell’università, il superamento del vincolo del turn over, un concorso straordinario per enti ed università aggiuntivo del reclutamento ordinario e ovviamente lo sblocco delle assunzioni.

Per quanto riguarda la scuola, la previsione delle 150.000 assunzioni dei docenti è un primo positivo atto che, com’è noto a chi conosce la realtà della nostra scuola, non copre neppure tutto il turn over che si è accumulato negli anni precedenti, figuriamoci quello che si produrrà nel prossimo triennio. Si rende, quindi necessario, prevedere un ulteriore piano di assunzioni, finalizzato ad assorbire il precariato storico. Così come va cancellata la norma che dal 2010 annullerebbe le graduatorie permanenti (ma su quest’ultimo punto il Governo ha dichiarato di accogliere la nostra richiesta).

Per quanto attiene alle 20.000 assunzioni previste per il personale ATA, abbiamo ribadito la nostra richiesta di aumento del contingente di 60.000 unità, perchè attualmente sono circa 80.000 i posti coperti da personale precario. Il lavoro del personale ATA è necessario alla scuola dell’autonomia, e la sua stabilizzazione peraltro non comporterebbe oneri finanziari aggiuntivi rispetto a quello che lo Stato già spende perle assunzioni annuali. Se si va, infatti, a fare una verifica attenta dei costi di queste sciagurate operazioni, si scopre che alla fine lo Stato spende di più a licenziare e riassumere quel personale di cui non può proprio fare a meno, rispetto a quanto spenderebbe per la sua stabilizzazione a tempo indeterminato. Fra l’altro si producono situazioni persino paradossali, per cui al primo luglio si licenzia proprio il personale addetto a predisporre le attività necessarie per un avvio puntuale del nuovo anno scolastico.

La parte ministeriale, preso atto delle proposte, ha sottolineato che il problema del precariato nel pubblico impiego è irrisolvibile in una sola finanziaria; sarebbe quindi necessario un confronto che andasse oltre la scadenza del 31 dicembre. A questo fine il tavolo, la cui utilità è stata messa in dubbio da molti interventi, ha un senso nella misura in cui può portare ad una soluzione di medio periodo.

Alla fine dell’incontro le Organizzazioni sindacali confederali di categoria hanno concordato un comunicato unitario .

Roma, 3 novembre 2006