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Si allarga il fenomeno del cambio dei docenti sulle cattedre

Il carosello, di maestre e professori supplenti, questa volta non era contemplato. A fine estate i presidi si erano ingegnati, graduatorie alla mano, per non lasciare cattedre vuote all’inizio dell’anno scolastico. Così è stato

14/01/2001
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Prendiamo integralmente dal "Corriere della Sera" di lunedì 14 gennaio 2002

Roma, 14 gennaio 2001

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Fuori programma il Carosello dei supplenti

Il carosello, di maestre e professori supplenti, questa volta non era contemplato. A fine estate i presidi si erano ingegnati, graduatorie alla mano, per non lasciare cattedre vuote all’inizio dell’anno scolastico. Così è stato. Nella maggioranza dei casi. Una benedizione per quanti erano, loro malgrado, abituati a un valzer vorticoso di docenti, supplenti e supplenti dei supplenti. Ma ora che le graduatorie provinciali definitive prendono il posto di quelle provvisorie il carosello dei docenti si è presentato puntuale come un ausiliario del traffico non appena scade il gratta e sosta. Ricorsi accolti o errori delle segreterie hanno, in parte, ridisegnato la mappa della scuola e i posti coperti troppo in fretta vengono lasciati ad altri supplenti. Spostate maestre, mandati in altri istituti insegnanti di sostegno, rilevati professori che a settembre si erano presentati ai ragazzi con il sorriso della festa che sembrava destinato a durare un anno. Le cifre parlano di cinquemila insegnanti solo tra Milano e provincia. Un giro che coinvolge qualcosa come ottomila classi. E non è finita. Buona parte dei supplenti di oggi a giugno rifaranno la valigia. E a settembre dove saranno? Eravamo affezionati al Carosello, quello televisivo del pulcino Calimero, che non era nero ma solo sporco, o di Calindri che tra le auto sorseggiava un amaro contro il logorio della vita moderna. Dopo quel Carosello i più piccini andavano a letto. Ci manca oggi quella pubblicità meno invadente e prepotente. Del carosello dei supplenti non sentivamo la mancanza. Invece è ancora qui. E dopo questo carosello fuori programma qualcuno potrebbe anche andare a dormire. Prima dei bambini