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Per un’Europa di Pace: la scuola alla marcia Perugia Assisi del 12 Ottobre

La scuola è naturalmente luogo di pace, perché a scuola si incontrano bambini e giovani con culture, religioni, pensieri diversi che, vivendo quotidianamente insieme, imparano la difficile arte di vivere pacificamente, rispettando le reciproche diversità.

15/10/2003
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La scuola è naturalmente luogo di pace, perché a scuola si incontrano bambini e giovani con culture, religioni, pensieri diversi che, vivendo quotidianamente insieme, imparano la difficile arte di vivere pacificamente, rispettando le reciproche diversità.

Ora più che mai la scuola pubblica del nostro paese è un luogo multietnico e multicolore: le classi, i corridoi risuonano di lingue, canti, tradizioni fino a qualche tempo fa sconosciuti ai più. Le stesse mense scolastiche ormai offrono diete differenziate, e non per motivi di salute, nel rispetto degli usi e delle tradizioni dei paesi di origine dei bambini. Insomma ci si misura quotidianamente e ordinariamente con le diversità, e la speranza di un futuro di pace si fa di conseguenza, a scuola, sempre più concreta e reale.

Per questo abbiamo sostenuto e sosteniamo con forza le ragioni di una scuola pubblica e laica. Perché solo così, tenendo insieme le persone, facendole crescere insieme in un luogo che sappia accogliere tutti, che rispetti le differenze senza la volontà di prevaricazione di una parte sull’altra, sarà davvero possibile costruire un mondo in cui, diversi, ci rispettiamo e conviviamo in pace.

Una scuola così ha bisogno di risorse, ha bisogno di professionalità formate e riconosciute, ha bisogno di essere sostenuta e ampliata e non ridotta: ha bisogno cioè di un governo che creda nel suo ruolo e nel suo progetto educativo, non di questo governo.

Ed è per questo che saremo alla Perugia Assisi: ci saremo perché ne condividiamo le ragioni, ci saremo perchè tutti i giorni ci misuriamo con le tematiche della convivenza e della diversità, ci saremo perché abbiamo bisogno di condividere, insieme ai tanti che ci saranno, il desiderio, il bisogno di realizzare il sogno di un mondo migliore, fondato sui diritti, sulla giustizia, sulla pace, a partire da noi, a partire dall’Europa.

Roma, 9 ottobre 2003