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L'anticipo nella scuola Materna

Legge 53 del 28 marzo 2003

26/08/2004
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La normativa

Legge 53 del 28 marzo 2003

L’articolo 2, comma 1, lettera e)

Prevede che chi compie tre anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento può essere iscritto al primo anno della scuola dell’infanzia.

L’esercizio di tale facoltà da parte dei genitori è stato assoggettato, per gli anni scolastici 2003/2004, 2004/2005 e 2005/2006, a criteri di gradualità e a soluzioni di carattere sperimentale.

L’articolo 7, comma 4,

La gradualità è posta in relazione “alla disponibilità dei posti ed alle risorse finanziarie dei Comuni.

Circolare 2 del 13 gennaio 2004
Scuola dell’infanzia
Si differenziano i tempi delle iscrizioni per i bambini nati entro il 31 dicembre e quelli nati a gennaio e febbraio.
Per questi secondi, a seguito di accordo fatto tra MIUR e ANCI si prevede, la possibilità di presentazione di istanze di ammissione anticipata alla scuola dell’infanzia.
dopo la data di scadenza del 31 gennaio 2004 (riferita all’iscrizione delle bambine e dei bambini che compiranno i tre anni di età entro il 31 dicembre 2004) subordinatamente all’esistenza delle seguenti condizioni:

• esaurimento delle liste di attesa (siano esse costituite a livello di singola istituzione scolastica o a livello comunale, secondo l’organizzazione localmente adottata) delle bambine e dei bambini in possesso dei requisiti di accesso previsti dalla previgente normativa;

• disponibilità dei posti nella scuola interessata sia sul piano logistico che su quello della dotazione organica dei docenti, secondo le istruzioni che saranno successivamente fornite con lo specifico provvedimento annuale;

• assenso del Comune nel quale è ubicata l’istituzione scolastica interessata ove lo stesso sia tenuto a fornire, con riguardo all’attuazione degli anticipi, servizi strumentali aggiuntivi: trasporti, mense, attrezzature, ecc..

I Direttori Regionali, coadiuvati dai competenti Uffici scolastici provinciali, stabiliranno intese con le Amministrazioni comunali interessate, attraverso appositi tavoli di confronto. Ove le intese raggiunte abbiano evidenziato l’esistenza delle condizioni stabilite, i genitori che intendano avvalersi della facoltà loro concessa potranno presentare, entro il 15 febbraio 2004, istanza relativa alla iscrizione alla scuola dell’infanzia.

Decreto Legislativo n. 59 del 19 febbraio 2004
Art.2

Conferma la possibilità di iscrizione anticipata.

Art.12
Fissa (per il 2003/04) entro il 28 febbraio la data di compimento dell’età per l’iscrizione anticipata.

Ribadisce la sperimentalità dell’anticipo e la collega:

alla definizione di nuove figure professionali e modalità organizzative(da definire nel CCNL)

alla disponibilità dei posti

alla ricettività delle strutture

alla funzionalità dei servizi

alle risorse finanziarie dei Comuni.

Raccomanda:

omogeneità di distribuzione sul territorio nazionale,

la non penalizzazione o limitazione delle opportunità esistenti .

Prevede per gli anni successivi, se ne esisteranno le condizioni, una ulteriore graduale anticipazione, per giungere ai limiti del 30 aprile come data entro cui compiere i tre anni per poter effettuare iscrizione anticipata. Ciò sarà modulato dal Ministro con proprio decreto.

Circolare 29 del 5 marzo 2004
· Ribadisce tutte le disposizioni contenute nelle norme precedenti e quindi l’inderogabilità delle INTESE REGIONALI

Sottolinea che l'attuazione degli anticipi va realizzata, ai sensi dell'articolo 12, comma 1 del decreto legislativo, in forma di sperimentazione, prevedendo anche nuove professionalità e modalità organizzative.
Afferma che le citate professionalità e modalità sono destinate ad incidere sulla declaratoria delle funzioni già previste, nonché su modelli e soluzioni organizzative del lavoro, pertanto si darà sollecito avvio alla relativa fase negoziale, ai sensi dell'articolo 43 del Contratto collettivo nazionale del comparto scuola.
Solo a conclusione della citata fase sarà possibile attivare, in maniera graduale e sperimentale, la pratica degli anticipi.
Prevede una rilevazione del fabbisogno di anticipo(e non di iscrizioni),nell'ottica di verificare l'effettiva entità del fenomeno e quantificare le conseguenti necessità in termini di risorse da impiegare.
Prevede di esaminare, tra l'altro, la possibilità di incrementare le dotazioni in sede di adeguamento dell'organico di diritto alle situazioni di fatto, sulla base di parametri da individuare ai fini dell'incremento stesso.
Il processo di attuazione degli aspetti della riforma prima richiamati sarà comunque accompagnato da azioni di formazione del personale in servizio a vario titolo interessato, al fine di realizzare una mirata qualificazione dello stesso e la diffusione dei modelli e delle esperienze più significative

LE VALUTAZIONI DELLA FLC-CGIL
Gli stralci di normativa sopra riportati non lasciano spazio alle ambiguità

L’anticipo alla scuola dell’infanzia non può essere attuato perché le INTESE a livello regionale non sono state fatte.La trattativa tra Organizzazioni Sindacali e ARAN per definire le nuove figure professionali e i nuovi modelli organizzativi sarà avviata in questi giorni ( prima convocazione 31 agosto 2004) e non sarà di breve durata. Di organico assegnato in più non se ne parla neppure, anzi sono stati attuati tagli pesanti tra i collaboratori scolastici (personale questo tanto importante quanto gli insegnanti per garantire condizioni adatte ai bambini più piccoli).

La legge Moratti prevedendo l’anticipo e creando attese tra i genitori che non potranno essere soddisfatte, mette in difficoltà la scuola dell’infanzia pubblica e finge di risolvere un grave problema sociale: la mancanza di asili nido e l’elevato costo che essi hanno.

Perché finge di risolvere questo problema e perché mette in difficoltà la “buona scuola dell’infanzia pubblica”?

Finge di risolvere il problema perché non si prevedono risorse affinché i bambini di due anni e mezzo possano frequentare la scuola dell’infanzia avendo garantiti tutti i loro diritti.

La stessa Legge 53 stabilisce che l’anticipo nella scuola dell’infanzia dovrà essere realizzato secondo “criteri di gradualità e in forma di sperimentazione”. Per questo dovevano essere fatte le INTESE ed i collegi, se vi fossero state le condizioni, dovevano deliberare un progetto educativo di seria sperimentazione, infatti la scuola, se intende far le cose seriamente, non può sobbarcarsi da sola il peso e la responsabilità della frequenza anticipata senza le risorse indispensabili.

Accogliere bambini di due anni e mezzo nella scuola dell’infanzia significherebbe dover ripensare la professionalità degli insegnanti, si tratterebbe di recuperare adeguate conoscenze su questa fascia di età e nello stesso tempo di considerare l’impatto che può avere nei processi di socializzazione e di apprendimento di bambini così piccoli una struttura organizzata e formalizzata come la scuola. L’esperienza educativa degli asili nido è molto significativa, ma molto differenziata da quella della scuola dell’infanzia.

Su questo versante si tratta davvero di “sperimentare” cosa significhi lavorare quotidianamente con bambini di 2 anni e mezzo e quali possano essere le migliori forme di mediazione didattica per soddisfare le loro specifiche esigenze evolutive, evitando sia un atteggiamento asfitticamente assistenzialistico, sia un atteggiamento pericolosamente “scolastico”.

La frequenza di bambini di due anni e mezzo sicuramente deve implicare un cambiamento dell’assetto organizzativo della scuola. Quanto più i bambini sono piccoli tanto più prediligono la dimensione del piccolo gruppo e, dunque, esso dovrebbe essere la forma privilegiata di aggregazione per i bambini più piccoli. Questa organizzazione, ad oggi, si scontra con la questione molto pesante dei troppi bambini per sezione e con nessun aumento di organico.

La stessa articolazione del tempo scuola e dello spazio dovrebbe essere rivista per riservare una più puntuale attenzione alle routine quotidiane e alla dimensione dell’accoglienza e per creare angoli e ambienti adeguati alle caratteristiche dei bambini under tre.

Inutile sottolineare che tutto ciò non può essere realizzato senza una volontà del collegio di misurarsi sperimentalmente con queste questioni e soprattutto senza le risorse indispensabili di organico sia di personale insegnante sia di collaboratori scolastici.

A tutto ciò va aggiunto che il MIUR ha fornito i dati della sperimentazione dell’anticipo(D.M. 100/02) dai quali si evince con chiarezza che la questione è stata, in primis proprio dal MIUR, assolutamente banalizzata!

Al momento dunque non vi sono davvero le condizioni per attuare l’anticipo della frequenza alla scuola dell’infanzia per i bambini di due anni e mezzo.

E’ bene tener presente che le esperienze attualmente in atto nelle quali è prevista la presenza di bambini sotto i tre anni, le cosiddette “sezioni primavera”, hanno evidenziato con precisione quali sono le condizioni che consentono un inserimento di bambini più piccoli di tre anni alla scuola dell’infanzia.

Si tratta di sezioni che sono organizzate per accogliere bambini di 24-36 mesi e in esse si prevedono rapporti numerici tra educatori e bambini non superiore a 1/12 e, per quanto riguarda le condizioni organizzative e la gestione dei tempi e degli spazi mirano a salvaguardare e potenziare alcune peculiarità dell’organizzazione dell’asilo nido che, va ribadito, nel nostro paese ha una alta affidabilità.

E’ proprio per queste ragioni che queste esperienze sono un interessante punto di riferimento: pongono alcune condizioni di qualità irrinunciabili per poter offrire un servizio educativo di qualità adeguato ai bambini di due anni e mezzo.

In questa fase occorre essere tutti, ai diversi livelli di responsabilità politica, sindacale ed educativa, vigili e attenti perché la soluzione (apparente) indicata dalla Legge 53/2003 non solo non aiuta a raggiungere l’obiettivo di Lisbona di avere nel 2010 il 33% di servizio nido per i bambini, ma non valorizza il buon lavoro educativo che asilo nido e scuola dell’infanzia hanno fatto in questi anni. Non prende in considerazione i diritti dei bambini ad avere servizi di qualità e crea ambigue aspettative tra i genitori. Inoltre, va ricordato perché tutt’altro che di secondaria importanza, il fatto che vi sono ancora molte liste di attesa che, invece, la Legge 53/2003 si impegnava ad eliminare.

Proprio per garantire a tutti i bambini una formazione di qualità è stata ripresa una più ampia iniziativa della CGIL che vede impegnati i dipartimenti welfare e formazione, la FLC Cgil e la FP: si tratta della “VERTENZA INFANZIA”, iniziativa che prevede oltre ad una piattaforma rivendicativa nazionale, l’attivazione di piattaforme territoriali specificatamente finalizzate a garantire i diritti dei bambini, i diritti degli operatori degli asili nido e delle scuole dell’infanzia e i diritti dei genitori. In questo Paese servono più servizi educativi e più scuole dell’infanzia ed i bambini hanno diritto ad averli di qualità.

Roma, 26 agosto 2004