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Contratti pubblici: per il comportamento del governo si rischia lo slittamento al 2006

I contratti rinnovati sono ancora fermi al ministero dell’Economia

21/10/2005
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Pubblichiamo il comunicato con il quale Michele Gentile, coordinatore del dipartimento dei settori pubblici della CGIL, torna sull’alto rischio di uno slittamento al 2006 dei contratti pubblici, rinnovati tra settembre e ottobre scorsi.

Il rischio continua a permanere alto a causa del comportamento del Governo che non procede agli atti dovuti, lasciando che i contratti rinnovati siano, a tutt’oggi, ancora fermi al ministero dell’Economia e delle Finanze.

Nel comunicato, oltre al rischio di slittamento dei contratti siglati, si fa il punto su tutti gli altri contratti pubblici: sia su quelli ancora in fase di trattativa sia su quelli per i quali la trattativa non si è mai aperta.

Roma, 21 ottobre 2005

“Il Governo sostiene che sono infondate quelle chiacchiere in base alle quali era sua intenzione rinviare il rinnovo dei contratti pubblici al 2006. Bene, evidentemente, dopo quanto era stato detto in sede di Consiglio dei Ministri, le reazioni sindacali hanno sortito il loro effetto. Il Governatore della Banca d’Italia ed il Presidente di Confindustria, forse non sono stati avvisati che “la linea era cambiata”, qualcuno dovrebbe dirglielo!.

Il pericolo non è certo passato. Infatti qualcuno potrebbe pensare di ottenere gli stessi risultati, magari… senza dirlo.

E stiamo sulla buona strada. Infatti: 3 contratti sono stati rinnovati tra settembre ed ottobre, riguardano circa 1.300.000 persone, ma sono fermi al Ministero dell’ economia e finanze e, i lavoratori, rischiano di avere gli aumenti e gli arretrai di ben 2 anni solo nel 2006, se il prossimo Consiglio dei Ministri non delibererà, a partire dal primo contratto: quello della Scuola.

Per 3 contratti è in corso il confronto contrattuale in ARAN, avviato in ritardo perché in notevole ritardo sono pervenuti gli atti di indirizzo (riguardano circa 800.000 persone). Qui il rischio di rinvio al 2006 è molto forte!
Per 6 Atti di indirizzo il Governo non ha ancora e colpevolmente compiuto quanto prescritto dalla Legge. Quindi l’iter di questi contratti rischia di allungarsi ancora di più prima che possa iniziare la trattativa in ARAN (riguardano circa 820.000 persone).

Per quanto riguarda le dirigenze: 1 contratto già siglato da tempo (relativo al biennio economico 2002/2003) si è perso nei meandri del Ministero dell’Economia e Finanze: riguarda circa 15.000 dirigenti degli enti locali e delle regioni; 1 (relativo sempre al biennio 2002/2003) è stato bloccato speciosamente dalla Corte dei Conti (riguarda circa 130.000 medici e dirigenti sanitari); per 2 contratti (sempre relativi al biennio scorso è in corso la trattativa in ARAN (riguardano i 5000 dirigenti dei Ministeri ed Aziende ed i circa 10.000 dirigenti scolastici).

Per tutti gli altri dirigenti Governo e comitati di settore non hanno compiuto o concluso gli atti necessari per avviare il confronto contrattuale in ARAN.
Questo è il quadro e proprio da tale situazione è evidente che il rischio di slittamento al 2006 degli aumento contrattuali è reale e fa sorgere il sospetto che il Governo intenda coprire il vuoto delle previsioni economiche presenti in Finanziaria, che non porterebbero al rinnovo dei contratti per il biennio 2006/2007 con gli arretrati del biennio precedente, magari pensando anche alle elezioni.

Ma un’altra volta hanno provato a fare questo gioco ed il risultato per le forze politiche che governano il paese è stato pessimo. Se vogliono riprovarci, facciano pure.

Ma se il Governo non compirà gli atti necessari per chiudere la tornata contrattuale allora vorrà dire che lo slittamento dei contratti sarà nei fatti reale e veritiero, e reale e forte sarà la risposta di lotta dei lavoratori pubblici”.