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Cofferati sull'Accordo del 5 febbraio

Le ragioni che ci muovono sono sindacali, attengono alla funzione di rappresentanza che svolgiamo, la bussola dei nostri comportamenti è sempre il merito, nei rapporti interni alla nostra confederazione, in quelli unitari, a maggior ragione ancora in quelle con le nostre controparti

07/02/2002
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Uno stralcio dell'intervento di apertura al Congresso della CGIL di Sergio Cofferati; ieri 6 febbraio a Rimini.

"... Le ragioni che ci muovono sono sindacali, attengono alla funzione di rappresentanza che svolgiamo, la bussola dei nostri comportamenti è sempre il merito, nei rapporti interni alla nostra confederazione, in quelli unitari, a maggior ragione ancora in quelle con le nostre controparti.
Lo abbiamo riconfermato firmando, qualche ora fa, un'intesa per assicurare il rinnovo del contratto di lavoro di quasi quattro milioni di dipendenti pubblici, siamo convinti che si tratti di un buon accordo per più ragioni: sono confermati i livelli contrattuali attuali e la loro funzione, sono garantite le risorse per difendere le retribuzioni dall'inflazione e per distribuire una parte della produttività realizzata, sono riconsegnate alla contrattazione tra le parti le normative sulle quali era improvvidamente intervenuto il legislatore.
Siamo contenti del merito e certo anche di aver costretto il Governo a cambiare radicalmente posizione, a rivedere recenti provvedimenti di legge, per assicurare quell'intesa. Lo abbiamo costretto con l'iniziativa e con la lotta, l'una e l'altra alla fine hanno pagato, ed oggi le lavoratrici e i lavoratori pubblici hanno le condizioni disponibili per il loro contratto, ma da quella soluzione esce rafforazata la nostra idea di estensione della contrattazione e vengono oggettivamente indeboliti i tentativi di destrutturare il sistema contrattuale più volte affacciati da Confindustria e da ultimo tentati, con atti formali, dalle associazioni artigiane.
Dapprima le assemblee, poi le manifestazioni in tutte le città hanno registrato grandissima partecipazione, in coerenza con l'adesione agli scioperi. Giovani, ragazzi e ragazze, impeiegati, tutti a dare novità alla partecipazione determiati, consapevoli. A loro dobbiamo dei risultati, per questo credo sia indispensabile proseguire nell'iniziativa, per creare ulteriore consenso alle nostre richieste e continuare nella lotta per realizzare le condizioni necessarie per raggiungere i nostro obiettivi.
Siamo chiamati a definire insieme a CISL e UIL un nuovo programma di mobilitazione mettendo in campo e collegango tutta la capacità di movimento e di lotta del sindacato confederale. Sono convinto che in questo quadro articolato di iniziative debba trovare collocazione anche lo sciopero generale... "

Roma, 7 febbraio 2002