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Il 25 novembre contro la violenza sulle donne

Nel 2014 una donna su tre ha subìto violenza fisica o sessuale. Un dato agghiacciante che risulta però in calo rispetto agli anni precedenti.

23/11/2015
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Il 25 novembre tutto il mondo commemora la giornata internazionale contro la violenza sulle donne: proprio questa data in memoria del lontano 25 novembre 1960, quando, durante il regime domenicano di Rafael Leonidas Trujill, si compì il terribile assassinio delle tre sorelle Mirabal.

Dal 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha reso istituzionale questa giornata invitando governi, organizzazioni e media a sensibilizzare la società sulla violenza di genere.

Passano gli anni e ogni anno continuano ad essere uccise tantissime donne: i dati Istat aggiornati al 5 giugno scorso ci dicono che il 31,5% delle donne italiane fra i 16 e i 70 anni ha subìto violenza fisica o sessuale almeno una volta nel corso della vita.
Qui il testo integrale dell’indagine

Si tratta di circa 6 milioni e 788mila persone, praticamente una donna su tre. Sono cifre agghiaccianti anche se, sembra, siano in calo, se confrontati con il quinquennio precedente, quando la percentuale di donne maltrattate era di due punti superiore. Negli ultimi 5 anni le violenze fisiche o sessuali sono passate dal 13,3% all'11,3%. Risulta in calo sia la violenza fisica che sessuale, dai partner ed ex partner (dal 5,1% al 4% la fisica, dal 2,8% al 2% la sessuale) come dai non partner (dal 9% al 7,7%). Il calo è particolarmente accentuato per le studentesse, che passano dal 17,1% all'11,9% nel caso di ex partner, dal 5,3% al 2,4% da partner attuale e dal 26,5% al 22% da non partner. In forte calo anche la violenza psicologica dal partner attuale (dal 42,3% al 26,4%), soprattutto se non affiancata da violenza fisica e sessuale.

“La diminuzione riguarda in particolare le giovani donne con un livello di scolarizzazione medio alto.  – Interviene Titti Carrano, presidente dell'associazione Di. Re - Donne in rete contro la Violenza* - ma il dato di chi si rivolge ai centri è ancora basso (il 4,%), sebbene sia raddoppiato rispetto al quinquennio precedente. Questo significa che il lavoro di sensibilizzazione e formazione svolto dai centri antiviolenza ha innescato un primo cambiamento. Leggendo questi dati, è stupefacente che il Governo, invece di riconoscere che questi primi risultati sono anche dovuti all'azione e al metodo dei centri, abbia varato un piano d'azione che non attribuisce loro il ruolo fondamentale di motore di cambiamento e di trasformazione di un impianto culturale che ancora genera e giustifica la violenza maschile contro le donne".

Una donna su tre, però, è ancora un dato troppo alto. Due dati, poi, in particolare, risultano allarmanti. Uno riguarda il sommerso: secondo l’indagine Istat quasi il 40% delle donne picchiate dal marito o dal compagno non parla di quanto accade dentro le mura domestiche. L'altro riguarda la violenza assistita (64%, quattro punti in più rispetto alle rilevazioni precedenti).

Sono sempre di più, però, le vittime che considerano la violenza subita un reato, un dato nuovo e positivo che rappresenta un grande passo in avanti, perché la consapevolezza che la violenza sulle donne non sia un fatto normale implica che esso sia un problema che riguarda tutti, dalle istituzioni al privato cittadino.

In occasione della giornata Susanna Camusso ha inviato alle strutture CGIL una lettera con un manifesto contenente il disegno realizzato da Mauro Biani per l'occasione. "In Italia le leggi sulla violenza contro le donne sono in linea con gli standard europei, ma le tutele effettive no. Tanto da spingere l’Onu, nelle osservazioni formulate nel quarto rapporto periodico pubblicato nei giorni scorsi, a lanciare monito al nostro Paese al fine di assicurare effettiva tutela alle donne", ha dichiarato la Camusso nella lettera.

*L’associazione Nazionale D.i.Re “Donne in Rete contro la violenza” è la prima associazione italiana a carattere nazionale di centri antiviolenza non istituzionali e gestiti da associazioni di donne che affronta il tema della violenza maschile sulle donne secondo l’ottica della differenza di genere, collocando le radici di tale violenza nella storica, ma ancora attuale, disparità di potere tra uomini e donne nei diversi ambiti sociali. Tutte le informazioni al sito: http://www.direcontrolaviolenza.it/.

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