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5° Congresso dell’Internazionale dell’Educazione: promuovere le donne nell’educazione, nei sindacati e nella società

Carolyn Hannan, direttrice della Divisione della Promozione della Donna all’ONU ha presentato una relazione nella quale ha parlato della sua esperienza con la Commissione delle NU per lo Statuto delle Donne

01/08/2007
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Importante la presenza di Carolyn Hannan a Berlino al 5° Congresso dell’Internazionale dell’Educazione in quanto rappresenta la conferma che, da tempo, l’EI/IE Internazionale dell’Educazione si propone di integrare al meglio le sue attività relative alla Commissione per lo Statuto delle Donne dell’ONU con l’agenda molto più ampia dell’uguaglianza.
Inoltre, in quest’occasione, l’EI/IE ha continuato a sollecitare i sindacati affiliati all’Organizzazione affinché garantiscano un giusto equilibrio dei sessi nelle delegazioni con diritto di voto.
Al centro dell’attenzione in questo 5° Congresso di Berlino, molti punti: dalla lotta efficace contro la violenza nei confronti delle donne, alla necessità di garantire l’istruzione alle bambine per il raggiungimento degli obiettivi del 2015, alla lotta contro l’AIDS con più prevenzione ed informazione, all’analisi dei dati sulle donne nei sistemi educativi, nei sindacati dell’Educazione e nella vita politica nonché l’aver evidenziato la necessità di maggiori risorse per garantire l’uguaglianza tra uomini e donne.

In particolare riportiamo:

La dimensione di genere e l’equità dei salari.
E’ più difficile per le donne avere un lavoro ben remunerato ed i lavori dove le donne sono più presenti sono i meno prestigiosi. Secondo il Rapporto dell’OIL Organizzazione Internazionale del Lavoro, pubblicato nel mese di marzo 2007, “Tendenze mondiali dell’occupazione delle Donne (GET)”), emergono maggiori problemi di disuguaglianza quando si tratta di salari e di accesso alla formazione.
Nonostante che l’uguaglianza di retribuzione sia un diritto fondamentale del lavoro, riconosciuto dalla Convenzione n° 100 dell’OIL, permangono ancora stereotipi e discriminazioni di genere che impediscono il pieno utilizzo delle potenzialità delle donne nel mondo del lavoro ed il loro riconoscimento professionale ed economico.

La dimensione di genere dell’immigrazione.
Questo fenomeno è in crescita e conferma la femminizzazione degli attuali processi migratori e le lavoratrici dell’educazione fanno anche loro parte del fenomeno.
Secondo i dati del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) in questi ultimi cinque anni, il numero di persone che vivono fuori dal loro paese d’origine è quasi raddoppiato. Nel 2005 questo numero è passato a 191 milioni. Attualmente le donne costituiscono quasi la metà dei migranti internazionali con 95 milioni. La situazione di queste donne che emigrano sole o con le loro famiglie ed i loro bambini è molto critica e richiede l’assoluta necessità di un trattamento più umano dell’ondata migratoria internazionale tuttora in aumento. L’EI/IE, con il movimento sindacale, si batte affinché vengano rispettati i diritti umani, i diritti del lavoro ed i diritti sindacali dei migranti. Nello specifico dell’Educazione vanno difesi i diritti delle donne e dei bambini immigrati ad una istruzione pubblica di qualità, senza pregiudizi, che permetta loro di affermarsi sia a livello personale che professionale.

Roma, 1 agosto 2007