
Da www.cgil.it
La Confederazione nel sottolineare le "pesantissime ricadute, dirette e indirette" della manovra sui lavoratori pubblici a tutti i livelli, denuncia "l'accanimento del Governo sul lavoro pubblico e su tutto ciò che è pubblico e che rappresenta il sistema delle regole sulle quali si basa l'unità del paese ed il suo futuro in termini di coesione sociale".
"Anche la manovra (in tutte le sue versioni anche emendate) in discussione al Senato, dopo le 3 precedenti, continua a prendere di mira in modo particolare i lavoratori di tutti i settori pubblici. L'intento vendicativo nei confronti del lavoro pubblico non si giustifica neppure con i risparmi che - a conti fatti - risultano inesistenti o assolutamente irrisori, quindi nulla hanno a che fare con un provvedimento di urgenza per la stabilizzazione dei conti pubblici". Lo afferma Michele Gentile, responsabile settori pubblici della CGIL nazionale.
Secondo Gentile, "se l'effetto finanziario delle manovre sarà vicino allo zero, continueranno ad essere pesantissime le ricadute dirette e indirette sui lavoratori pubblici a tutti i livelli".
Quello che è evidente, avverte il dirigente sindacale è "l'accanimento del Governo sul lavoro pubblico e su tutto ciò che è pubblico e che rappresenta il sistema delle regole sulle quali si basa l'unità del paese ed il suo futuro in termini di coesione sociale".
Ecco in sintesi le dieci principali ragioni dello sciopero generale indetto dalla confederazione per martedì 6 settembre.
"La mobilitazione della CGIL - spiega Gentile - ha determinato la cancellazione del gravissimo ed illegittimo intervento che manometteva il sistema pensionistico. Con lo sciopero - conclude - dobbiamo far cancellare le altre norme contro il lavoro pubblico".