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Manovra 2011: un conto salato per i lavoratori della conoscenza

Un intervento distruttivo che colpisce chi ha un reddito fisso, aumenta le diseguaglianze tra i cittadini, toglie speranza ai precari, maltratta scuola, università, ricerca e AFAM. Chiusura di centinaia di scuole autonome, esodo forzato dei docenti inidonei all’insegnamento, niente contratto fino al 2015.

05/07/2011
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Sui lavoratori della conoscenza sta ancora e di nuovo per abbattersi una manovra di gran lunga peggiore di quanto sia avvenuto finora. Le misure della prossima finanziaria sono di una gravità inaudita.

Il blocco dei contratti è stato prorogato fino al 2015, assieme al blocco degli scatti di anzianità per i docenti e i ricercatori delle università. Niente aumenti di stipendio, ma al tempo stesso, applicando la riforma Brunetta, sarà possibile dividere i dipendenti di scuola, università, ricerca e Afam, tra buoni e cattivi. In assenza di risorse per “premiare il merito”, l'operazione qualità si farà togliendo a qualcuno per dare ad altri. Bel modo per motivare e incentivare al lavoro!

Un fatto surreale: si insiste sulla premialità e sul merito per nascondere il fatto che le retribuzioni dei dipendenti pubblici sono fermi da due anni e rimarranno bloccati per altri tre.

Nessuna speranza di stabilità per migliaia di precari dell’università e della ricerca.

Per la scuola un vero martirio: organici bloccati nonostante l’aumento degli alunni,  docenti inidonei all’insegnamento costretti a coprire posti già occupati dai precari che così verranno licenziati, riconferma del blocco degli scatti di anzianità, stretta sull’integrazione degli alunni con disabilità, più controlli sulle certificazioni ed esodo forzato degli insegnanti non specializzati sui posti di sostegno. Infine, come è consuetudine per questo Governo, una norma ad hoc per difendere i tagli del ministro Gelmini dalle sentenze del Tar che, su ricorso della FLC CGIL, li ha dichiarati illegittimi: l'interpretazione autentica di un articolo della finanziaria del 2002 per impedire qualsiasi aumento degli organici. 

Per la prima volta nella storia della Repubblica il diritto alla difesa di lavoratori, pensionati e disoccupati prevede il pagamento di una tassa che finora non c’era. Eppure c'era da aspettarselo seppure non in questa forma estrema.

Le aggressioni del governo già iniziate da tempo continuano ancora nei confronti dei soliti noti: niente contratto, carichi di lavoro fuori controllo, prelievo fiscale fino al 48%.

“Una manovra oppressiva - commenta Domenico Pantaleo, segretario generale della FLC CGIL - che è il segno tangibile dell’opera distruttiva del governo che colpisce solo chi ha un reddito fisso, aumentando la disparità di trattamento tra cittadini, attraverso una sequela incessante di tagli e  ingiustizie.

Il governo pensa che maltrattando migliaia di docenti, ricercatori, amministrativi, tecnici, ausiliari e dirigenti si faccia il bene della scuola, dell’università, della ricerca e dell’Afam.

Gli dimostreremo che sbaglia opponendoci con tutte le nostre forze e chiamando tutti i lavoratori alla mobilitazione”.

I punti di maggiore interesse per scuola, università, ricerca e AFAM (aggiornamento al 5 luglio 2011).

Docenti, dirigenti, ricercatori, amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici trattati come una manica di profittatori. È questo il senso delle misure drammatiche che stanno per travolgere scuola, università e ricerca e Afam.

Di seguito pubblichiamo un primo commento sulle misure contenute nella manovra finanziaria che purtroppo confermano quanto già avevamo anticipato alcuni giorni fa.

Appena sarà disponibile il testo ufficiale pubblicheremo un commento puntuale articolo per articolo e una stima dei costi pagati dai nostri settori.

Rinnovo dei contratti

I salari dei pubblici dipendenti vengono bloccati fino al 2014. E cioè un anno in più rispetto al blocco triennale operato da Tremonti con la manovra del 2010.  Nel frattempo è comunque possibile diversificare la distribuzione del salario accessorio anche se i fondi destinati alla contrattazione non aumentano. Il 25% di eventuali,improbabili, risparmi delle amministrazioni invece di andare a rimpinguare lo scarso stipendio del personale dovranno essere utilizzati per applicare la legge 150. È un’ennesima forzatura per applicare i principi del merito e della differenziazione previsti dal decreto Brunetta (150/2009) in assenza di risorse fresche.

Pensioni

L’età pensionabile delle donne del settore privato, si innalza con  gradualità a cominciare dal 2020 per arrivare a quota 65 nel 2032, un intervento più soft rispetto a quello che in precedenza era stato riservato alle lavoratrici del pubblico impiego che con la manovra dello scorso anno si sono viste innalzare il requisito di anzianità a 65 anni dal 2012.

La manovra anticipa dal 2015 al 2014 l'aggancio del momento effettivo di pensionamento all'aspettativa di vita, questo significa che dal 2014 si avrà un posticipo di circa 3 mesi del momento di pensionamento. Lo spostamento del momento della pensione andrà ad incidere negativamente  sul possibile turn over del personale in servizio.

L'aggressione continua rispetto ai pensionati che percepiscono assegni che sono da 3 a 5 volte superiori il minimo Inps (460,00 euro mensili) perché  avranno una  rivalutazione decurtata del 55%; per chi percepisce un assegno superiore di 5 volte il minimo Inps, invece, non ci sarà alcuna  rivalutazione.

Nella manovra messa a punto da Tremonti sembra esserci anche un intervento di agevolazione fiscale per  redditi derivanti dai piani di investimento a lungo termine sul risparmio  e per le forme di previdenza e assistenza socio-sanitaria complementare. 

Scuola

Restituiti al “servizio attivo” nelle istituzioni scolastiche, dal 1 settembre 2012, i comandati all’INVALSI e all’ANSAS (soppresso dalla stessa data con contestuale ripristino dell’INDIRE) con perdita di un patrimonio enorme di professionalità.

Bloccate a decorrere dall’anno scolastico 2012/2013 le dotazioni organiche del personale docente, educativo ed Ata in entità pari a quelle del 2011/2012. Lo stesso principio vale per i posti di sostegno che potranno però essere  incrementati in deroga per assicurare l’integrazione degli alunni disabili solo se non saranno sufficienti l’assegnazione media di un docente ogni due alunni disabili e l’utilizzo prioritario delle risorse per la formazione per gli interventi sulle modalità di integrazione degli alunni disabili. È chiaro l’intento del Governo: formare il personale in servizio per superare la necessità di organico aggiuntivo di sostegno.

Introdotta la figura di  un rappresentante INPS nelle  commissioni mediche preposte all'accertamento dello stato di disabilità come garante della veridicità degli atti. Si fa di tutto pur di indebolire il diritto all’integrazione.

Nella scuola del primo ciclo le attuali direzioni didattiche e scuole medie vengono aggregate tutte in istituti comprensivi che mantengono l’autonomia solo se hanno almeno 1000 alunni, ridotti a 500 nelle zone più disagiate. Una misura di dubbia attuazione considerato che si tratta di operazioni di dimensionamento della rete scolastica che non sono di competenza dello Stato ma delle Regioni e prevedono un articolato percorso di condivisione con i comuni.

Nel caso in cui il numero di alunni dovesse essere inferiore a 500 la scuola anche se autonoma sarà affidata ad un reggente. Un paradosso visto che il Miur si rifiuta di finanziare le spese che ne conseguono come quella per la retribuzione del vicario della scuola data in reggenza. Una misura che, almeno nelle intenzioni del governo, potrebbe riguardare centinaia di istituzioni scolastiche. Si tratta di una misura con pesanti ricadute sul piano organizzativo e sul piano occupazionale, tenuto conto che questo tipo di razionalizzazione taglia ulteriori posti di dirigenti, Dsga e collaboratori scolastici.

Riduzione degli esoneri e dei semi esoneri per i collaboratori del dirigente nelle scuole complesse. La manovra rivede in senso negativo le condizioni di complessità per consentire gli esoneri/semi esoneri abrogando la norma che prevedeva la riduzione di un quinto del numero di classi necessario per avere diritto all’esonero/semiesonero in presenza di più plessi o sedi.

Infine una nuova aggressione nei confronti dei docenti inidonei all’insegnamento per motivi di salute  che “assumono la qualifica di assistente amministrativo o tecnico” e sono assegnati, sulla base dei posti disponibili, con priorità nella provincia di appartenenza o transitano obbligatoriamente come personale amministrativo in altre amministrazioni o enti pubblici nella Regione della scuola o, in assenza di disponibilità anche in altre regioni. Questi docenti, allo stato attuale, sono già utilizzati in altri compiti compatibili con il proprio stato di salute e contribuiscono, con il loro impegno, a supportare il funzionamento delle segreterie e delle biblioteche scolastiche. Far transitare  questi docenti nei profili Ata è un fatto inaccettabile sia per i diretti interessati, che vengono colpevolizzati per il loro stato di salute, sia per i precari Ata che perderanno il posto di lavoro. Inoltre costringere i docenti a ricoprire il profilo di tecnico, senza che questi possiedano il titolo di studio specifico come prevedono le norme sulla sicurezza, significa mettere a rischio l’incolumità dei lavoratori e degli studenti durante le esercitazioni di laboratorio.

Viene prevista l’adozione, entro 12 mesi dall’entrata in vigore della manovra, di un decreto che intervenga sui percorsi di istruzione e formazione professionale per renderli coerenti alle modifiche ordinamentali al sistema di istruzione secondaria superiore.

Si autorizzano le istituzioni scolastiche di secondo grado e le università a svolgere attività di intermediazione al lavoro, attraverso la pubblicazione on line dei curricula dei propri studenti.

Visite fiscali

Viene apportata l’ennesima modifica al dlvo 165/2001 sostituendo il comma 5 dell’articolo 55 septies con una norma che rende obbligatoria la visita fiscale dal primo giorno di assenza solo nei casi in cui l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative. Viene però introdotto l’obbligo di disporre il controllo sulle assenze per malattia valutando “la condotta complessiva del dipendente e gli oneri connessi all’effettuazione della visita, tenendo conto dell’esigenza di contrastare e prevenire l’assenteismo”. Una discrezionalità inaccettabile finalizzata a ridurre le assenze, che utilizza come strumento la discriminazione fra il personale da controllare e che cerca di risolvere il problema dell’alto costo per i controlli. La manovra infatti stabilisce che per fare fronte agli oneri da sostenere per gli accertamenti medico-legali sono destinati alle amministrazioni 70 milioni che andranno tolti ai finanziamenti per la spesa sanitaria. In pratica un ulteriore intervento voluto da Brunetta, a danno dei lavoratori, per rendere applicabile una riforma inapplicabile. Il danno per i cittadini è enorme perché saranno loro a pagare, con la riduzione dei servizi e l’aumento di spese superflue.

Ricerca e università

Restano ferme le attuali disposizioni sul turn over: 20% ricerca e 50% università.
In realtà già oggi gli enti sono totalmente bloccati a causa della mancanza di dotazione organica (vedi INGV) e più in generale dall'assurda previsione di un decreto interministeriale che ha paralizzato anche la spesa relativa ai pensionamenti del 2009.
Le università invece a causa del tetto del 90% (rapporto tra spese fisse e assegni per il personale) già oggi, in un numero sempre più alto, non sono nelle condizioni di assumere.
Come FLC CGIL avevamo infatti sostenuto alcuni precisi emendamenti al dl sviluppo per risolvere almeno questi problemi.

Contenzioso nelle pubbliche amministrazioni

Introdotta una norma capestro per cui i costi sostenuti dallo Stato soccombente nel contenzioso ricadono sulle categorie interessate e se la Corte Costituzionale dichiara nulla la norma sulle stabilizzazioni tutte le assunzioni effettuate sono nulle di diritto.
Una misura semplicemente vergognosa: il Governo sbaglia viene condannato dai giudici, ma il prezzo di queste condanne lo pagano i precari. Infine una vera e propria norma ad personam: per salvare i tagli del ministro Gelmini dai ricorsi della FLC CGIL e dalle relative sentenze del Tar che li ha dichiarati illegittimi interpretando retroattivamente una norma della finanziaria 2002. Non ci stupisce da un governo che ha fatto delle leggi ad personam una consuetudine.

Considerazioni finali

Confermiamo le nostre valutazioni molto negative sull’operato del Governo che perseguita i lavoratori pubblici già a partire dal 2008. Infatti, con la prima manovra finanziaria di Tremonti (L. 133/2008) il governo ha dato il via alla riduzione degli investimenti pubblici all’offerta formativa, alla riduzione dei diritti dei lavoratori e della contrattazione decidendo per legge su materie che prima erano riservate al contratto. Mentre il governo continua a rinviare una vera lotta all’evasione, la tassazione sulle rendite e sui grandi patrimoni e il taglio degli spropositati costi della politica.