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Maltempo in Sicilia e Calabria: subito un monitoraggio dei danni e un piano per la messa in sicurezza degli edifici scolastici

Sono 3 i morti nel messinese in una frana a Saponara. Per la CGIL “le vite umane, hanno un valore incommensurabile: per la loro salvezza va innescato un cambio di direzione verso la conservazione, lo sviluppo e la sicurezza”.

24/11/2011
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La nostra categoria esprime solidarietà alle popolazioni colpite e chiede a tutte le proprie strutture un impegno attivo. È necessario, inoltre, che venga immediatamente fatto un attento monitoraggio sui danni causati alle scuole e definito un piano per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.
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Da www.cgil.it

Prosegue l'emergenza pioggia in Italia. “Servono interventi immediati per la messa in sicurezza dei terreni incolti e abbandonati, per la tenuta dei boschi, non basta pensare solo al corso dei fiumi”. Lo sostiene Oriella Savoldi, responsabile del dipartimento Ambiente e territorio della CGIL nazionale a proposito della nuova situazione di emergenza che si è determinata con il maltempo di queste ultime ore. Dopo i morti e i feriti dell'alluvione che ha colpito le settimane scorse la Liguria e la Toscana, ieri è toccato al sud d'Italia. Le forti piogge stanno mettendo in ginocchio la Sicilia e la Calabria, in particolare, nel messinese si sono verificate frane ed allagamenti che hanno provocato la morte di 3 persone.

Secondo la CGIL, la mancata prevenzione e la mancata programmazione degli interventi ordinari di manutenzione, insieme alla non realizzazione di interventi strutturali, a partire da quelli prioritari, sono da considerare concause delle tragedie che colpiscono intere popolazioni, in vaste zone geografiche nel nostro Paese.

Se la manutenzione ordinaria delle zone demaniali nel messinese ha potuto contare su una maggiore continuità nei lavori necessari a contenere i rischi idrogeologici, le realtà incolte e abbandonate che si aggiungono ad anni di cementificazione, rappresentano un rischio elevato che si offre a quello moltiplicatore rappresentato dai cambiamenti climatici. “Ora – avverte la sindacalista della CGIL -, davanti all'ulteriore tragedia provocata dall'alluvione e dalla frana nel messinese, oltre all'espressione del dolore, si chiede un gesto concreto di discontinuità con il passato”.

Prima di tutto, fa sapere la CGIL, occorre sbloccare i fondi FAS e stanziare risorse senza sottoporle al Patto di stabilità. Gli investimenti per la prevenzione sono un risparmio dei costi più onerosi per quelli che si impongono nell'emergenza. Ripristinare l'equilibrio ambientale non è più rinviabile e non può limitarsi agli interventi tesi a rimediare i danni che non aggiungono nulla in termini di maggiore sicurezza, ma ripristinano la situazione di rischio preesistente.

Per Savoldi, dunque, “serve molto di più delle misure incentivanti ventilate dal nuovo Ministro dell'ambiente”, tanto più, spiega “in una situazione come quella del messinese dove ancora non sono arrivati i finanziamenti per i danni precedenti e i vigili del Fuoco attendono dal 2009 il pagamento dei lavori straordinari imposti dall'emergenza di allora”. Le vite umane, conclude Savoldi “hanno un valore incommensurabile; per la loro salvezza va innescato un cambio di direzione verso la conservazione, lo sviluppo e la sicurezza”.