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La trattativa per la definizione dei comparti pubblici entra finalmente nel vivo

La nota congiunta della FLC CGIL e della Funzione Pubblica dopo l'incontro all'Aran.

04/02/2016
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La trattativa all'Aran sulla definizione dei comparti entra nel vivo e si intreccia strettamente con la riconferma delle regole sulla rappresentanza e rappresentatività che devono salvaguardare pluralismo e libertà sindacali.

L'Aran ha avanzato una proposta di ridefizione dei comparti che si muove nell'ambito della legge Brunetta (150/09) che prevede la riduzione degli attuali 12 comparti a 4 di cui uno dedicato ai settori della conoscenza: Scuola, Università, Ricerca e Afam.

Tali vincoli rendono impossibile qualsiasi ipotesi di costituzione di un comparto specifico Ricerca, Università e Afam. La proposta è per la CGIL condivisibile per le ragioni note già esposte nel corso degli ultimi mesi. Anche perchè è l'unica in grado di salvaguardare le professionalità dei nostri settori a partire dagli Enti di Ricerca.

Così si costruisce la filiera dei saperi, dando vita ad un comparto caratterizzato da interrelazioni e valorizzazione del lavoro per riaffermare una dimensione sociale di Scuola, Università, Ricerca e Afam. Settori oggi alle prese con una profonda crisi per le sciagurate politiche governative.

Per questa via si rafforza la rivendicazione del contratto nazionale come strumento di regolazione degli aspetti retributivi e professionali del personale. L'impianto che prevede un accordo quadro sui comparti con specifiche sezioni contrattuali utili ad affrontare i temi che attengono alle specificità professionali rendono credibile e efficace la proposta del comparto unico della conoscenza.

Per questo è incomprensibile la tesi sostenuta dalla Uil e dall'Usb secondo cui l'altrnativa ad un comparto specifico per Università e Ricerca, sia far confluire la Ricerca nel compartone dei ministeri. Questa scelta sarebbe in assoluto la peggiore. Quella che metterebbe immediatamente a rischio le professionalità presenti nei comparti di Ricerca, Afam e Università come la vicenda delle tabelle di equiparazione ci insegna. Essa riporterebbe indietro la storia e la dignità contrattuale dei nostri comparti. Riteniamo che tale orientamento sia dettato da pur comprensibili, ma in ogni caso pericolose, esigenze interne di carattere organizzativo.

Di seguito il comunicato FLC CGIL e FP CGIL.
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La trattativa all'Aran per la definizione dei comparti entra finalmente nel vivo. L'Aran ha formalizzato una proposta di definizione dei comparti che giudichiamo condivisibile, il passaggio da dodici a quattro, ovvero (1) Sanità, (2) Regioni e Autonomie locali, (3) Funzioni centrali, Stato, Enti pubblici non economici e Agenzie fiscali, (4) Scuola, Università, Ricerca e Afam.

È stata chiesta da parte nostra verifica e istruttoria sul tema della rappresentanza e della rappresentatività. Su questo l'Aran si è dichiarata disponibile a presentare una proposta.

Ci sarà una successiva riunione, che auspichiamo sia conclusiva tra 7 e 10 giorni, nella consapevolezza che per noi la priorità resta quella di rinnovare al meglio i contratti pubblici.