FLC CGIL
Testo CCNL Istruzione e Ricerca

http://www.flcgil.it/@3932163
Home » Attualità » La Giannini, la dispersione scolastica e i venditori di tappeti

La Giannini, la dispersione scolastica e i venditori di tappeti

Provvedimenti estemporanei e confusi, risorse irrisorie e provenienti da fondi aggiuntivi o una tantum. Le parole della ministra non riescono a nascondere la realtà: la lotta alla dispersione è solo uno strumento di propaganda politica.

23/05/2016
Decrease text size Increase  text size
Vai agli allegati

Con Decreto Ministeriale 27 aprile 2016 n. 273 è stato adottato il “Piano Nazionale per la prevenzione della dispersione scolastica nelle periferie”.

I contenuti del DM 273/16

Finalità

Finalità del decreto è l’attivazione in via sperimentale, di un programma di didattica integrativa e innovativa, anche attraverso la previsione di attività didattiche extra-curricolari al di fuori dell'orario scolastico nelle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado.

Obiettivi del programma sperimentale

  • riduzione del numero di
    • abbandoni non formalizzati nel corso dell'anno scolastico e nel passaggio da un anno scolastico all'altro,
    • ripetenze e debiti formativi nella scuola secondaria di secondo grado,
    • giorni di assenza,
    • sanzioni disciplinari.
  • riduzione dell’impatto della presenza di fenomeni di disagio sociale che caratterizzano le aree periferiche delle grandi realtà metropolitane del Paese.

Aree territoriali

Destinatarie degli interventi sono le istituzioni scolastiche collocate nelle seguenti città metropolitane: Roma Capitale, Milano, Napoli e Palermo. La scelta è stata effettuata sulla base della popolazione scolastica delle quattro regioni caratterizzate dal maggior numero di abbandoni scolastici, di studenti non ammessi, di ripetenti e di alunni stranieri.

Con successivi decreti il programma potrà essere esteso ad altre aree del territorio nazionale a seguito dell'avvio di nuove procedure.

Le risorse

Dieci milioni di euro a valere sull'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1 della legge n. 440 del 1997. La ripartizione tra le aree territoriali è la seguente

Provincia

Importo erogato

Milano

euro 2.587.504

Napoli

euro 4.132.333

Palermo

euro 1.235.597

Roma

euro 2.044.566

Individuazione delle scuole

Le istituzioni scolastiche che intendono partecipare al programma devono presentare un progetto mediante la compilazione del formulario online che sarà pubblicato nell’area riservata del sito www.areearischio.it, nella sezione “Scuola al Centro – Piano Nazionale per le Periferie”, fino al 20 giugno 2016 (nota 4250/16).

Con decreto del Direttore generale per lo studente, l'integrazione e la partecipazione, è redatta una graduatoria delle istituzioni scolastiche statali potenzialmente beneficiarie del finanziamento. La suddetta Direzione Generale “verificherà la rispondenza degli interventi proposti con i criteri stabiliti e potrà procedere, a insindacabile giudizio, all’esclusione dei progetti ritenuti non idonei” (!). La graduatoria sarà pubblicata sul sito istituzionale del Ministero.

Gli interventi progettati dalle scuole

Priorità

Ciascun progetto didattico ed educativo, deve indicare, quali priorità dell'intervento, almeno due tra le seguenti

  • prevenzione del disagio causa di abbandoni scolastici
  • rafforzamento delle competenze di base
  • integrazione degli alunni di cittadinanza non italiana.

Ambiti tematici

  • autoimprenditorialità in relazione ai diversi percorsi di studio;
  • attività di avvicinamento alla musica, alla conoscenza e all'uso di uno o più strumenti musicali e incremento della dotazione di sale musicali nelle istituzioni scolastiche statali, solo se strumentali al progetto didattico
  • attività sportive
  • laboratori artistico-espressivi sulla street-art e sulle arti del '900. Realizzazione di materiali multimediali, cortometraggi, video, fotografia. Promozione dell'inserimento del cinema e del teatro a scuola
  • promozione e sensibilizzazione della lettura, attraverso l'organizzazione di attività educative coinvolgenti per gli studenti, attività di reading pubbliche di opere degli studenti, incontri con scrittori italiani ed altre attività similari;
  • conoscenza delle caratteristiche del territorio di appartenenza, con studi dedicati alla conoscenza del proprio quartiere e promozione di attività per la sensibilizzazione alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della città, all'educazione alla legalità in tutte le sue forme.

Caratteristiche metodologiche e didattiche degli interventi:

  • progettazione partecipativa ed integrata con il contesto territoriale
  • progettazione integrata con il piano triennale dell'offerta formativa e una didattica complementare a quella della classe
  • progettazione partecipata e condivisa con le famiglie e, per il biennio delle scuole secondarie di II grado, con gli studenti
  • realizzazione all'interno dei moduli didattici di percorsi personalizzati, incentrati sui bisogni e sulle potenzialità di ogni alunno
  • definizione di specifici percorsi per gli studenti di recente immigrazione e per quelli di seconda generazione.

Partenariato

I progetti presentati possono prevedere la collaborazione con

  • altre istituzioni scolastiche,
  • enti locali,
  • istituzioni universitarie,
  • associazioni e fondazioni non-profit,
  • cooperative di educatori professionali,
  • associazioni iscritte al forum delle associazioni studentesche e dei genitori di cui al D.P.R. 301/2005 maggiormente rappresentative, tra le cui finalità statutarie rientrino l'aiuto allo studio, l'aggregazione giovanile e il recupero da situazioni di disagio.

I partenariati possono coinvolgere fino a tre soggetti esterni. In ogni caso spetta alla scuola la titolarità, il coordinamento delle azioni progettate e la riflessione in itinere nonché la documentazione e l'autovalutazione.

Realizzazione delle attività

Le attività devono collocarsi in orario extracurricolare e pomeridiano, aggiuntivo al normale orario scolastico, nonché nei periodi estivi durante la sospensione delle lezioni a partire dal 1° luglio 2016.

Assegnazione delle risorse

Il finanziamento massimo previsto per la singola istituzione scolastica è pari a euro 15.000.

L’elenco delle scuole beneficiarie del finanziamento è trasmesso dalla Direzione Generale per lo studente, l'integrazione e la partecipazione alla Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie. Quest’ultima Direzione Generale provvede all'erogazione di un acconto del 50% per l'avvio delle attività a favore delle istituzioni scolastiche statali individuate dalla Direzione Generale per lo studente.

La liquidazione e il pagamento avvengono previa rendicontazione dello specifico progetto approvata da almeno uno dei revisori dei conti operanti presso le istituzioni medesime.

Cabina di regia per il contrasto allo dispersione scolastica e l’inclusione delle periferie.

L’articolo 8 del DM 273/16 istituisce la “Cabina di regia per il contrasto allo dispersione scolastica e l’inclusione delle periferie

La Cabina di regia è presieduta dal Ministro o suo delegato ed è composta dai direttori generali delle Direzioni Generali che programmano interventi di contrasto alla dispersione scolastica e da un massimo di tre esperti esterni.

Compiti della cabina

  • programmare e coordinare le azioni e gli interventi delle Direzioni generali per il contrasto alla dispersione scolastica e per l’inclusione sociale nelle periferie.
  • favorire le sinergie nell’impiego delle risorse umane e strumentali disponibili a tal fine, coordinando gli interventi territoriali con il supporto degli uffici territoriali del governo.
  • predisporre ogni due anni il Piano nazionale di azione e coordinamento degli interventi per il contrasto alla dispersione scolastica e l’inclusione con particolare riferimento alle aree delle città caratterizzate da elevati tassi di dispersione scolastica. Il Piano è adottato con decreto ministeriale.
  • predisporre ogni due anni una relazione sulla attività di contrasto al fenomeno della dispersione scolastica, che ne comprende il monitoraggio e l’analisi di impatto.

Il commento

In premessa occorre segnalare l’eterogeneità dei contenuti presenti nel DM 273/16 che non ha precedenti.

  1. Nelle premesse, per la prima volta, si forniscono indicazioni sull’utilizzo delle economie accertate per euro 375.000.000,00 derivanti dal posticipo al 1° dicembre 2015 delle assunzioni previste dai commi da 95 a 105 della legge 13 luglio 2015, n. 107. Infatti a seguito dell’accordo tra MIUR e Ministero dell’economia è stato pubblicato il DM 99140 del 28 dicembre 2015 che prevede la seguente ripartizione delle economie:
    • euro 368.000.000 sono assegnati sui Fondi di funzionamento delle istituzioni scolastiche per l’anno 2016
    • euro 2.000.000 a favore del Dipartimento per la formazione superiore e la ricerca per spese di fitto locali e oneri accessori
    • euro 5.000.000 per le spese relative al personale comandato da rimborsare alle amministrazioni e agli enti pubblici non economici
  2. Sempre nelle premesse scopriamo che le risorse per la dispersione, dieci milioni di euro, non hanno nulla che fare con le economie 2015. Si tratta di un ulteriore prelievo delle risorse non spese nel 2014 per il funzionamento delle istituzioni scolastiche (comma 62 legge 107/15)
  3. Dall’articolo 1 all’articolo 7 dell’articolato invece sono fornite indicazioni per l’attivazione del programma di didattica integrativa e innovativa nelle quattro aree metropolitane
  4. L’articolo 8 prevede l’istituzione della “Cabina di regia per il contrasto allo dispersione scolastica e l’inclusione delle periferie”.

Gli interventi ipotizzati, evidenziano un approccio episodico, senza alcun respiro strategico alla dispersione scolastica. L’utilizzo di risorse finanziarie aggiuntive (ora i risparmi del funzionamento delle istituzioni scolastiche, domani le risorse dei fondi europei) collegate alle polemiche sull’apertura estiva delle scuole, sono la testimonianza di un uso solo propagandistico di uno dei più gravi drammi del nostro Paese. A tutto ciò occorre aggiungere l’inesistenza di un quadro certo, attendibile e aggiornato dei dati sul fenomeno, nonostante l’Italia riceva risorse enormi dall’Unione Europea e che molte di esse sono indirizzate verso canali totalmente diversi dalla scuola statale, considerata senza appello inadatta e/o incapace ad affrontare il problema. Singolare, ad esempio, è il fatto che nel PON “Per la scuola” si citino delle fantomatiche “Linee strategiche di intervento per il contrasto alla dispersione scolastica e la promozione del successo scolastico e formativo” di cui non si trova alcuna traccia. Invece delle Linee strategiche viene costituita una Cabina di regia con compiti di coordinamento e proposta che è la testimonianza più lampante che al momento non esiste alcun approccio integrato e strategico alla dispersione.

È evidente che ben altre dovrebbero essere le scelte di sistema. Ad esempio una drastica riduzione del numero degli alunni per classe nelle situazioni più problematiche, soprattutto nel primo biennio della scuola secondaria di II grado ed in particolare negli istituti professionali (massimo 20 alunni per classe), formazione delle classi conseguenziali in base agli obiettivi di riduzione della dispersione, un sistema nazionale di valutazione che abbia come prima priorità la riduzione del tasso di abbandono scolastico. Per fare questo e altro ancora, occorrono risorse e investimenti veri e non giochini contabili e richiami da venditori di tappeti.