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Pubblicato il Quadro Strategico Nazionale per la politica regionale di sviluppo 2007/2013

Con la pubblicazione della bozza del Quadro Strategico Nazionale (QSN) è partita la fase operativa del ciclo di programmazione 2007/2013 dei Fondi Strutturali

10/08/2006
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La politica di programmazione del Quadro Strategico Nazionale (QSN) affida al Governo, alle Regioni e alle Parti sociali l'impegno per raggiungere gli obiettivi prefissati con il vertice di Lisbona del 2000.
Il capitale umano è al centro delle priorità, la finalità è di promuovere la diffusione di elevati livelli di competenze, equità di accesso e capacità di apprendimento continuo nella popolazione, contribuendo un tal modo al perseguimento degli obiettivi comunitari per il 2010.
In questi anni i risultati sono stati altalenanti: alcuni parziali risultati sono stati raggiunti per altri si sono avviati percorsi su cui si dovrà ancora operare. Sulla scorta delle esperienze in atto, si possono considerare validi i percorsi intrapresi per la formazione continua con l'avvio dei Fondi interprofessionali.

Le priorità

  • Sulla base del percorso intrapreso per le annualità 2000-2006, si rende necessario dare priorità a livelli elevati di competenze e di capacità di apprendimento continuo della popolazione.

  • Sarà quindi necessario rafforzare i sistemi formativi con il massimo potenziamento di percorsi di apprendimento per tutto l'arco della vita con metodi innovativi che tengano conto delle specifiche esigenze dell'utenza e della diversificazione dei territori.

A questi obiettivi generali validi per tutto il territorio nazionale , per il sud si ritiene opportuno continuare il supporto a quei percorsi che hanno come obiettivo la riduzione del divario di competenze ancora presente fra gli studenti del nord e del sud come rilevato dal Rapporto PISA .

  • Prevedere azioni di monitoraggio e di valutazione della qualità dei percorsi formativi intrapresi per una maggiore qualità dei percorsi stessi.

  • Accreditamento e sistema nazionale:saranno individuati ulteriori indicatori di qualità per l'accreditamento delle strutture formative, così come vanno costruite le condizioni per un sistema nazionale per la definizione e il riconoscimento delle qualifiche e della certificazione delle competenze.

  • Un ruolo fondamentale assume il radicamento sui territori di una rete integrata tra centri per l'impiego, istruzione e formazione; una progettazione degli interventi, maggiormente legata all' analisi dei sistemi produttivi locali ed integrata alle azioni di politica regionale. Uno strumento disponibile saranno i "mediatori della conoscenza", mezzi di dialogo ed integrazione tra ricerca e imprese.Per lo sviluppo e il recupero sulla produttività territoriale si dovrà dare priorità ad una politica regionale basata sulla ricerca e sull'innovazione.

  • I progetti devono essere individuati sulla base di criteri e standard internazionali con una valutazione successiva dei risultati.

In questa ottica assume un ruolo fondamentale la valorizzazione del capitale umano, che va promosso e valorizzato con il coinvolgimento dei lavoratori nel processo innovativo e incentivando la ricerca.
La conoscenza va intesa come base comune orientata a risolvere i problemi delle imprese sui singoli territori.

Il recupero del divario tra Nord e Sud rappresenta una priorità assoluta del Quadro,quindi in particolare per le regioni del Mezzogiorno assume quindi un ruolo fondamentale il rafforzamento del sistema complessivo di governance, nel quadro di precise responsabilità istituzionale a tutti i livelli.

Per concludere si può affermare che l'obiettivo si potrà raggiungere solo se si riuscirà ad integrare la progettazione locale con centri di competenza,con reti luogo di scambio di capitali, di saperi e di tecnologie con progetti territoriali di vasta area, anche internazionale da sviluppare dentro l'Obiettivo Cooperazione.

Roma, 10 agosto 2006

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