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Il MIUR finanzia attività finalizzate a facilitare l'avvio di percorsi in apprendistato di primo livello

Pubblicato il decreto direttoriale per il finanziamento di modelli, trasferibili e replicabili, riferite alle sperimentazioni ENI ed ENEL. Risorse stanziate: un milione di euro.

02/11/2016
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La Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione con la nota 11637 del 20 ottobre 2016 ha trasmesso ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali il Decreto Direttoriale 1068 del 19 ottobre 2016 concernente i finanziamenti relativi ai percorsi di apprendistato di I livello con specifico riferimento a quelli finalizzati al conseguimento del diploma di istruzione secondaria superiore.

Contesto di riferimento

Il quadro normativo

Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 81/15, una delle norme attuative del cosiddetto Jobs Act, è stato nuovamente modificato il contratto di apprendistato. L’art. 41 comma 2 del citato prevede le seguenti tipologie (o livelli) di apprendistato

  • apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore
  • apprendistato professionalizzante
  • apprendistato di alta formazione e ricerca.

Con il D. Lgs. 81/15 cambia completamente il paradigma di riferimento riguardo allo condizione giuridica del giovane in apprendistato per l'acquisizione di titoli di studio e/o professionalizzanti. Di fatto non ha più lo status di studente ma quello di lavoratore. Non a caso è stata abrogata la norma sulla definizione dello status degli studenti in apprendistato (art. 8-bis comma 2 del Decreto Legge 104/13) ed è stata rafforzata la formazione in azienda, definita formazione interna, mentre quella effettuata nella struttura formativa è definita formazione esterna.

Inoltre, il giovane, titolare di un vero e proprio contratto individuale di lavoro, ha l’obbligo di effettuare il normale orario di lavoro previsto dal CCNL di settore, costituito dalla formazione interna, dalla formazione esterna, e dalle ore di “lavoro” vero e proprio.

Per i datori di lavoro che assumono giovani con contratto di apprendistato di primo livello, sono stati previsti, a titolo sperimentale fino al 31 dicembre 2016, forti benefici definiti dall’art. 32 del D. Lgs. 150/15.

In particolare:

  • non trova applicazione il contributo di licenziamento di cui all'articolo 2, commi 31 e 32, della legge n. 92 del 2012
  • riduzione dal 10 al 5% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali per la determinazione della contribuzione dovuto dai datori di lavoro per gli apprendisti
  • sgravio totale dei contributi a carico del datore di lavoro.

La retribuzione dell’apprendista è la seguente:

Formazione interna (in azienda):

All’apprendista è riconosciuta una retribuzione pari al 10 per cento di quella che gli sarebbe dovuta*

Formazione esterna (nella istituzione formativa)

Il datore di lavoro è esonerato da ogni obbligo retributivo*

Attività di lavoro

Retribuzione definita da accordi interconfederali o contratti collettivi nazionali di lavoro che definiscono l'inquadramento contrattuale **

* salvo diversa previsione dei contratti collettivi.

** due livelli inferiori oppure retribuzione dell'apprendista in misura percentuale e proporzionata all’anzianità di servizio. A questo link l’Accordo interconfederale del 18 maggio 2016 sottoscritto tra CGIL, CISL e UIL e Confindustria.

Gli standard formativi e i criteri generali dell’apprendistato di I livello sono stati definiti Decreto interministeriale 12 ottobre 2015 che ha recepito l’Intesa in Conferenza Stato Regioni del 1° ottobre 2015, Atto 162/CSR.

Ricordiamo che in è in atto una sperimentazione dell’apprendistato di primo livello nell’ambito dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale in applicazione dell’Accordo in Conferenza Stato Regioni del 24 settembre 2015, Atto 158/CSR recante “Azioni di accompagnamento, sviluppo e rafforzamento del sistema duale nell’ambito dell’Istruzione e Formazione Professionale”.

Le sperimentazioni ENI ed ENEL

L’8 giugno 2016 è stato sottoscritto Ministero dell’istruzione, Ministero del lavoro e la Società ENI S.p.A. un protocollo d’intesa denominato “Rafforzare il rapporto tra scuola e mondo del lavoro”. Il protocollo prevede una serie di azioni tra cui i percorsi apprendistato per il conseguimento di qualifica e/o diploma professionale (art. 2 comma 1 lettera b) e i percorsi apprendistato per il conseguimento del diploma di istruzione secondaria superiore (art. 2 comma 1 lettera c). Il protocollo prevedeva l’attivazione:

  • per l’a.s. 2016/17 di 95 contratti di apprendistato per l’acquisizione del diploma di istruzione secondaria superiore rivolto a studenti che frequentano la classe IV e 10 contratti per l’acquisizione della qualifica e/o professionale
  • per l’a.s 2017/18 l’attivazione di ulteriori 30 contratti per l’acquisizione della qualifica e/o diploma professionale.

Successivamente, a fine luglio, il programma è stato ampliato con ulteriori 40 contratti apprendistato per l’acquisizione del diploma di istruzione secondaria superiore destinati a studenti della Basilicata.

Ad oggi, dopo le procedure di selezione, la situazione è la seguente.

L’8 agosto è invece stata annunciata l’avvenuta sottoscrizione di un Protocollo d’intesa tra Ministero dell’Istruzione, Ministero del Lavoro ed Enel che prevede l’attivazione di 140 contratti di apprendistato per l’acquisizione del diploma di istruzione secondaria superiore rivolto a studenti del quarto e quinto anno degli Istituti tecnici ad indirizzo tecnologico di sette regioni.

In analogia a quanto già avvenuto nella prima sperimentazione attivata nel 2014, durante l’anno scolastico gli apprendisti trascorreranno un giorno a settimana in azienda, svolgendo un programma formativo incentrato prevalentemente sul laboratorio e sulle competenze specifiche richieste. Durante il periodo estivo gli apprendisti saranno presenti in azienda full time.

Gli istituti coinvolti sono il “Buccari-Marconi” di Cagliari, l’“E. Scalfaro” di Catanzaro, il “Galilei Sani” di Latina, il “G. Giorgi” di Milano, il “Vittorio Emanuele III” di Palermo, il “J. F. Kennedy” di Pordenone, il “B. Focaccia” di Salerno.

Il Decreto Direttoriale 1068 del 19 ottobre 2016

Premessa

Il DD 1068/16, pubblicato in attuazione dell’articolo 22 del Decreto Ministeriale 663/16 (“Criteri e parametri per l'assegnazione diretta alle istituzioni scolastiche nonché per la determinazione delle misure nazionali relative la missione Istruzione Scolastica, a valere sul Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche”) prevede azioni e finanziamenti per l’apprendistato di I livello nelle istituzioni scolastiche ed ha come riferimento gli accordi sottoscritti con ENI ed ENEL. Secondo il citato Decreto, tali percorsi sperimentali possono “rappresentare modelli di riferimento da utilizzare per la predisposizione di linee guida nazionali che facilitino la realizzazione dei percorsi in apprendistato”.

Finalità

  • promuovere l’istituto dell’apprendistato
  • favorire un significativo incremento dei percorsi in apprendistato presso le istituzioni scolastiche
  • realizzare nelle regioni coinvolte nelle sperimentazioni ENI ed ENEL, modelli, trasferibili e replicabili, di riferimento per i percorsi in apprendistato anche attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati (la scuola, l’azienda, la regione, le parti sociali, l’università e/o centri di ricerca)
  • rendere tali modelli catalizzatori di cambiamenti nel sistema scolastico sotto l’aspetto organizzativo, didattico e professionale.

Progetti e Azioni

Il Decreto finanzia progetti da condurre nelle regioni sede dei percorsi sperimentali di apprendistato, promossi a seguito degli accordi nazionali con ENEL ed ENI: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Veneto.

I progetti ammissibili sono due per regione ad eccezione delle regioni: Basilicata, Friuli Venezia Giulia e Sardegna.

Ciascun progetto deve prevedere un’articolazione in linee di attività e azioni secondo la seguente tabella

Linea di attività

Azioni

Azioni a supporto dell’ampliamento dell’offerta formativa di apprendistato

  • la formazione del tutor formativo  (almeno 5 docenti per ogni scuola)
  • la progettazione di moduli formativi che sviluppino competenze di base, trasversali, professionali in co-progettazione con le aziende disponibili ad attivare contratti di apprendistato (fino ad max di 40 ore per scuola)
  • informazione/diffusione a fini orientativi
  • produzione di materiale formativo/informativo

Azioni per la modellizzazione del sistema

Costituzione di un Comitato Tecnico Scientifico (CTS) nel quale va comunque garantita la presenza dei rappresentanti del mondo delle imprese e delle parti sociali, di esperti del mondo accademico/centri di ricerca, di esperti delle istituzioni formative, rappresentanti delle Regioni e degli  Enti Locali.

Compiti del CTS sono

  • accompagnare le sperimentazioni in atto, monitorarla e valutarne gli esiti
  • creare sinergia con la sperimentazione in atto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale
  • definire una metodologia di rilevazione dei fabbisogni formativi in comune accordo con le imprese del territorio
  • produrre materiale informativo/formativo da utilizzare come sistema di informazione e di orientamento per i giovani ma anche per informare le imprese
  • realizzare un modello organizzativo che preveda la valorizzazione di figure chiave per il successo dei percorsi di apprendistato quali il  referente delle relazioni con le imprese ed il tutor formativo;
  • supportare scientificamente l’organizzazione della didattica in grado di coniugare la parte formativa acquisita in azienda con la parte formativa acquisita a scuola

Soggetti ammessi alla selezione

Possono presentare le proposte progettuali gli Istituti Tecnici di Stato e/o Istituti Professionali di Stato

  • afferenti ad un Polo tecnico professionale (PTP), anche appartenenti a PTP diversi
  • costituiti in rete.

Le proposte per essere ammissibili devono essere presentate da un partenariato di almeno quattro scuole tra cui la scuola sede di sperimentazione ENEL/ENI (ciascuna scuola sede di sperimentazione ENEL/ENI può partecipare a più progetti).

Possono far parte del partenariato rappresentanti del mondo del lavoro, parti sociali, esperti del mondo accademico/centri di ricerca, istituzioni formative, Regioni, Enti Locali.

Cronoprogramma

Quando

Che cosa

Chi

Entro il 28 ottobre 2016

Pubblicazione dell’Avviso pubblico per l’acquisizione delle candidature delle istituzioni scolastiche ed educative statali organizzate in rete

Uffici Scolastici Regionali

Entro il 25 novembre 2016

Presentazione delle candidature

Istituzioni scolastiche

Entro 12 dicembre 2016

Valutazione delle candidature presentate

Commissioni costituite presso gli uffici scolastici regionali

Entro il 16 dicembre

Pubblicazione delle graduatorie regionali sul sito web istituzionale dei progetti presentati dalle istituzioni scolastiche

Uffici scolastici regionali

Entro il 16 dicembre 2016

Trasmissione, alla Direzione Generale per gli ordinamenti – Ufficio V, dei decreti contenenti le graduatorie delle istituzioni scolastiche che hanno presentato la propria candidatura, all’indirizzo di posta elettronica dgosv.ufficio5@istruzione.it

Uffici scolastici regionali

Dopo il 16 dicembre 2016

Trasmissione dei decreti contenenti le graduatorie, alla Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie, che curerà l’adozione degli atti necessari all’assegnazione ed erogazione delle risorse finanziarie e ad impartire istruzioni sulla rendicontazione delle attività

Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

A questo link gli avvisi pubblicati dagli Uffici Scolastici Regionali.

Valutazione delle candidature

Le candidature sono valutate da apposite Commissioni, una per regione, nominate dai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali, composte da personale in servizio presso gli stessi Uffici, dotato di specifica professionalità nelle materie oggetto dei progetti. Conseguentemente saranno stilate graduatorie regionali delle candidature presentate.

I criteri di valutazione sono i seguenti

N.

Indicatore

Punteggio massimo

1.

coerenza della proposta alle specifiche del progetto

20

2.

risultati attesi in termini di modello organizzativo, modello didattico e curriculare

30

3.

capacità del progetto di favorire un ampio e diffuso coinvolgimento dei giovani nei percorsi di apprendistato

20

4.

qualità e quantità del partenariato coinvolto 

20

5.

qualità e quantità  degli strumenti di informazione/formazione da utilizzarsi come sistema di orientamento per i giovani e per informare le imprese

10

TOTALE PUNTEGGIO

100

Le risorse finanziarie

Le risorse a livello nazionale sono pari a un milione euro. Tale finanziamento è stato previsto dall’art. 22 del decreto ministeriale n. 663 del 1° settembre 2016 che definisce i “Criteri e parametri per l'assegnazione diretta alle istituzioni scolastiche nonché per la determinazione delle misure nazionali relative la missione Istruzione Scolastica, a valere sul Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche”. Da sottolineare che tale decreto solitamente finanziato dalla legge 440/97 nonché da quota parte delle risorse finanziarie destinate alla realizzazione del Piano Programmatico, di cui all’art. 1, comma 3, della Legge 28 marzo 2003, n. 53, trova copertura per il 2016 con i risparmi determinati dalle economie derivanti dal posticipo al 1° dicembre 2015 delle assunzioni previste dai commi da 95 a 105 della legge 13 luglio 2015, n. 107. Le economie pari a 375 milioni di euro sono state destinate per 368 milioni al Fondo di funzionamento delle istituzioni scolastiche. In particolare 10 milioni di euro sono stati destinati a finanziare progetti in istituzioni scolastiche delle aree periferiche delle città italiane che presentano una situazione di disagio socio-economico (decreto ministeriale n. 273 del 27 aprile 2016) e 80 milioni di euro per finanziare il DM 663/16.

Le risorse di cui al DDG 1068/16 sono ripartite per ambiti regionali in proporzione al numero degli studenti iscritti al IV e V degli istituti tecnici e professionali, secondo la seguente tabella.

Per ciascun progetto il 30% è destinato alle “Azioni a supporto dell’ampliamento dell’offerta formativa di apprendistato” e il 70% alle “Azioni per la modellizzazione del sistema”.

Linee guida nazionali

Il MIUR avvalendosi dell’INDIRE utilizzerà i progetti realizzati a livello territoriale come esempi significativi per la messa a sistema di processi innovativi “da recepire anche con linee guida nazionali”.

Commento

La FLC CGIL ha in più occasioni espresso la propria radicale contrarietà al modello di apprendistato per l’acquisizione di titoli di studio o professionalizzanti introdotto dalle norme attuative Jobs Act.

Condividiamo la Risoluzione del Parlamento Europeo del 12 aprile 2016 secondo cui:

  • gli apprendistati devono rimanere opportunità formative
  • gli apprendisti nell’ambito di percorsi di istruzione sono studenti
  • gli studenti in apprendistato non devono sostituire posizioni professionali
  • agli studenti in apprendistato devono essere garantiti condizioni di lavoro dignitose e diritti, inclusi i diritti finanziari e correlati alla retribuzione
  • gli apprendistati non devono diventare uno strumento per ridurre il costo del lavoro.

Nella vicenda delle sperimentazioni ENI ed ENEL si sono manifestati comportamenti non sempre trasparenti

  • tranne in rarissimi casi, non sono state rese pubbliche le graduatorie delle selezioni degli studenti
  • non sono nemmeno chiari quali siano stati i criteri di scelta e se e quanto abbiano inciso le indicazioni della scuola.

I numeri delle sperimentazioni, assolutamente modesti, a fronte delle dimensioni delle aziende coinvolte, testimonia la scarsa fiducia che lo strumento dell’apprendistato di primo livello riformato dal Jobs Act possa avere effettivamente una significativa espansione.

Il DDG 1068/16 ribadisce la retorica dei modelli replicabili che in campo educativo presenta controindicazioni difficilmente superabili.

Tenuto conto delle ricadute in termini di organizzazione del lavoro del personale delle scuole coinvolte nelle sperimentazioni e il proposito di elaborare specifiche linee guida sull’apprendistato per l’acquisizione del diploma di istruzione secondaria superiore, chiediamo che il MIUR convochi al più presto un tavolo di confronto con le organizzazione sindacali.