
Qualche nota positiva nel quinto Rapporto annuale sui progressi fatti verso l'acquisizione degli obiettivi di Lisbona 2010 nel settore dell'istruzione e della formazione. In tutti gli stati membri si sono, infatti, registrati dei progressi e le performance complessive a livello europeo sono a pari grado con le migliori registrate a livello mondiale. Facendo un confronto con il 2000:
gli studenti nell'istruzione superiore sono aumentati di 3 milioni di unità e ogni anno si registra un milione di laureati in più;
ci sono 13 milioni di laureati in più nella popolazione europea in età lavorativa;
il 60% dei giovani tra i 5 e 29 anni frequenta la scuola o l'istruzione superiore; un dato paragonabile a quello statunitense e maggiore di quello registrato in Giappone.
Rimangono, però, ancora rilevanti in equità:
6 milioni di giovani, uno su sette, tra i 18-24 anni, arrivano a completare solo la scuola dell'obbligo o a non terminarla.
Gli adulti tra i 25-64 anni che hanno completato l'istruzione secondaria hanno un terzo delle probabilità di partecipare a percorsi di formazione.
Un bambino ogni sette di quattro anni non partecipa a percorsi educativi; la maggior parte di loro sono migranti o bambini con famiglie con basso status socio economico.
Rimangono le ineguaglianze di genere: i ragazzi ottengono peggiori risultati nella lettura e hanno maggior bisogno di interventi specifici; le ragazze, invece, ottengono peggiori risultati in matematica e sono ancora sotto rappresentate nel settore matematico, scientifico e tecnologico.
Ancora un terzo della forza lavoro, circa 108 milioni di individui, possiede livelli di studio troppo bassi.
Per quanto riguarda i progressi fatti nei cinque benchmark per il 2010, l'Unione Europea è riuscita ad aumentare il numero dei laureati nelle materie scientifiche, tecnologiche e matematiche, superando oramai l'obiettivo prefissato, ha fatto alcuni progressi nel ridurre il numero degli abbandoni precoci, nell'accrescere il numero dei diplomati e dei partecipanti a percorsi di formazione da adulti, mentre risultano addirittura peggiorati i dati relativi alle basse competenze nella comprensione dei testi. Un dato, questo ultimo, che interessa particolarmente l'Italia, insieme con l'ancora bassa partecipazione alla formazione degli adulti.
Benchmark | Dati 2000 | Rapporto 2008 | Migliori prestazioni | Italia |
Diminuire del 20% i 15enni con basse competenze nella lettura | 21.3 | 24.1 dati 2006 | Finlandia | 26,4 |
Non più del 10% di abbandoni precoci | 17.6 | 14.8 dati 2007 | Repubblica Ceca | 19,3 |
Almeno l'85% dei 22enni con diploma | 76.6 | 78.1 dati 2007 | Repubblica Ceca | 76,3 |
Almeno il 15% in più di Laureati in matematica, scienze, tecnologia | +29% Presenza femminile da 30.7% a 31.6% dati 2006 | Polonia Bilancio di genere: Estonia Numero laureati in materie scientifiche su 1000 abitanti tra 20-29 anni Irlanda | +13,8 l'anno Presenza femminile 36,1 | |
Almeno il 12,5% della popolazione adulta in formazione | 7.1% | 9.7% dati 2007 | Svezia | 6,2 |
Roma, 14 luglio 2008