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Un’imponente marcia di solidarietà verso i più deboli chiude i lavori del Social Forum Mondiale di Nairobi

Tra le tante rivendicazioni: diritti ciìvili e democrazia, no alla privatizzazione di beni e servizi pubblici, garanzie per un’educazione di qualità, cancellazione del debito pubblico, maggiori risorse per l’emergenza sanitaria mondiale.

25/01/2007
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Una marcia che si e’ snodata per quindici chilometri da Kariobangi, una dei piu’ grandi slum di Nairobi, fino al centro citta’ ha concluso il Social Forum Mondiale. Con questo percorso, che ha toccato i luoghi “invisibili” al turista, ma anche alla maggior parte degli abitanti dei quartieri ricchi, migliaia di persone hanno voluto esprimere la solidarieta’ tra il Social Forum e le persone piu’ diseredate, ma anche la necesita’ di individuare politiche e azioni in grado di garantire a decine di milioni di africani i diritti fondamentali ancora negati.

Un tema, questo, che ha caratterizzato la maggior parte dei seminari del Forum, in cui sindacalisti, esponenti di associazioni, ong, movimenti africani hanno denunciato l’espropriazione delle risosrse, a partire da un bene fondamentale come l’acqua, le carenze nel campo educativo e sanitario, l’assenza e il mancato rispetto dei diritti civili, l’imperante corruzione di molti governi, per non parlare infine delle regioni soggette a guerre fraticide o ad occupazione.

La FLC Cgil ha partecipato ai lavori del Social Forum Mondiale con il Segretario generale, Enrico Panini e Gabriella Giorgetti, responsabile dei rapporti internazionali per la nostra organizzazione.

Tra le rivendicazioni e le proposte di azioni:

• L’opposizione ai processi di privatizzazione dei beni pubblici e dei servizi e all’attaule negoziazione tra Unione Europea e governi Africani su un accordo di patnership economica (EPA) che, come l’Efta in America Latina, costringe i paesi africani ad aprire i propri confini alle merci e ai servizi provenienti dai paesi europei, liberi da da dazi e da tariffe;

• L’innalzamento del budget destinato alla salute al 15%, per poter affronatre una delle maggiori sfide in campo sanitario dovute all’epidemia di Aids, che miete 8milioni di persone l’anno;

• La cencellazione del debito estero;

• Il raggiungimento degli obiettivi fissati a Dakar e del millennio nel campo educativo e la necessita’ di docenti professionalizzati per garantire un’educazione di qualita’;

• L’affermazione dei diritti civili, della democrazia e in particolare del protagonismo delle donne e la lotta contro ogni forma di abuso nei loro confronti.

Per la prima volta, all’interno del Social Forum particolare rilievo hanno avuto i temi del lavoro e si e’ evidenziata la necessita’ di rilanciare una stretta alleanza tra movimento sindacale e movimenti, per estendere diritti fondamentali anche ai lavoratori dei settori informali, che in alcuni casi costituiscono anche il 90% della popolazione attiva, e per condurre insieme una battaglia per l’affermazione di diritti di cittadinanza, quali quelli alla salute, alla casa e all’educazione.

Il Social Forum Mondiale si e’ anche interrogato, a sette anni dal proprio avvio, sul proprio destino e sui futuri obiettivi. L’assemblea dei movimenti ha lungamente dibattuto su tali questioni, iniziando un processo di approfondimento che dovra’ proseguire nei prossimi mesi. Per ora, si e’ deciso di non fare il Social Forum Mondiale il prossimo anno, ma di dare vita ad una giornata d’azione mondiale che rilanci tutti i temi e le azioni in atto.
Seconda decione, quelle di organizzare un’ampia mobilitazione in occasione della riunione del G8 nel prossimo giugno.

Roma, 25 gennaio 2007