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"Teacherline", telefono amico per insegnanti.

Gran Bretagna, ottobre 1999

16/10/1999
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OTTOBRE

"Teacherline", telefono amico per insegnanti. Da quattro anni un 4% degli insegnanti inglesi e gallesi soffre di stress e depressione. Nel 1998 un quarto dei docenti della primaria ed un terzo di quelli della secondaria hanno abbandonato anzitempo la carriera, prima che si concludesse il corso affidato loro. Chiamato a coprire le lezioni con supplenti che costano circa 45 miliardi di lire italiane, il governo britannico ha deciso di offrire appoggio e consolazione ai suoi docenti scoraggiati. Per questo ha aperto "Teacherline", un servizio telefonico gratuito a cui questi possono ricorrere quando hanno bisogno di una voce amica.
Organizzato da un’associazione benefica specializzata nell’aiuto ai docenti del Regno Unito, il servizio è fornito da terapeuti diplomati per lo più ex insegnanti. Il Ministero dell’Educazione che lo ha presentato come un valido rinforzo morale ha investito nel progetto mezzo miliardo di lire. Buona parte dei 15.000 professori depressi dubita che la misura sia sufficiente. L’Associazione nazionale dei professori di college e università che ha una propria linea telefonica simile riconosce che tuttavia non ha avuto molto successo. Con un migliaio di telefonate che riceve ogni anno ha abbozzato il profilo di un docente ansioso e soprattutto oberato di obblighi amministrativi. Molti docenti lamentano di lavorare di fatto più di 50 ore alla settimana sabato e domeniche incluse e la frase più diffusa è "Io desideravo insegnare non fare riunioni".

Obiettivi di apprendimento nella scuola dell’infanzia. A tre anni un bambino deve saper contare fino a tre (calcolo), preparare cartoline di compleanno (concentrazione), saper dar da mangiare a un pesciolino (destrezza), produrre schiuma con le scaglie di sapone (scienze). A quattro anni i calcoli si fanno più complessi ancorchè accompagnati da canzoni e oggetti portati da casa: ad esempio giocare a gestire un caffè. A cinque anni devono saper raccontare a loro modo la favola dei tre porcellini, disegnare il proprio quartiere e parlare dei vicini. Alla fine della scuola dell’infanzia devono essere capaci di parlare in pubblico senza arrossire e avere iniziativa intellettuale, rendersi conto dei bisogni dei compagni e rispettare le differenze culturali e di razza, leggere l’alfabeto e le parole comuni, scrivere il proprio nome, utilizzare un linguaggio immaginifico, saper ascoltare e farsi ascoltare. Sono questi gli obiettivi che il ministero ha fissato per le scuole dell’infanzia britanniche.
La misura ha suscitato critiche sia tra gli educatori che tra i pedagogisti, mentre il Ministero si difende dicendo che si tratta di apprendere divertendosi e di sviluppare entusiasmo per l’apprendimento.
Ad ogni buon conto, forse per neutralizzare il dissenso dei docenti, il ministro ha pensato bene di ridurre il rapporto alunni educatori a un docente ogni 15 alunni.

Partenariato pubblico privato e salario professionale. 400.000 sterline sarebbe lo stanziamento messo a disposizione dal Ministero dell’Educazione britannico per finanziare partenariati tra scuole pubbliche e scuole private, in particolare da assegnare alle scuole private che accettano di insegnare agli alunni delle scuole pubbliche materie come il latino, il greco antico o il russo.
Inoltre gli insegnanti britannici presentare entro gennaio del 2000 la loro candidatura in un concorso per premiare gli insegnanti migliori con un aumento di stipendio del 10%. In questo caso le performance dei professori saranno valutate non solo in funzione del profitto dei loro allievi, ma anche del loro lavoro: per esempio, fare aumentare del 5% annuo la presenza a scuola degli allievi.