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Spagna:Incontro governo-sindacati sul progetto di legge di riforma del sistema educativo. Le richieste delle organizzazioni sindacali

Spagna - Novembre 2005

20/11/2005
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Preoccupate dalle manifestazioni di piazza organizzate dalla destra e dalla chiesa cattolica in occasione del prossimo dibattito parlamentare sulla, le organizzazioni sindacalidella scuola, insieme con l’associazione dei genitori e degli studenti, hanno richiesto ed ottenuto un incontro con il Capo di governo Zapatero per presentare le proprie posizioni e soprattutto ribadire i principi che devono essere alla base della riforma : inclusione, pari opportunità e riconoscimento della diversità.

Tali richieste derivano dal fatto che la potente e diffusa scuola cattolica spagnola, pur ricevendo finanziamenti pubblici, difficilmente ammette nei propri corsi alunni svantaggiati o stranieri, con conseguente concentrazione degli alunni socialmente svantaggiati all’interno dei centri scolastici pubblici.

Altro tema di scontro con la destra è quello relativo all’insegnamento della religione cattolica, che la chiesa cattolica vorrebbe equiparare alle altre discipline.

Alla fine dell’incontro, sette delle undici organizzazioni presenti, tra cui i sindacati più rappresentativi, FE.CC.OO e FETE UGT, hanno firmato un manifesto in cui sono illustrati i principi e i punti inderogabili per l’attuazione della riforma.

Roma, 23 novembre 2005

La riforma educativa intrapresa dal Governo deve garantire l’attuazione di un modello educativo di servizio pubblico per tutti, con la partecipazione e la responsabilità di tutti, che assicuri i seguenti aspetti del Progetto di Legge considerati positivi:

1.Che l’obiettivo finale sia il miglioramento della qualità dell’insegnamento unito ad una maggiore equità del sistema. Ciò presuppone che a tutti gli alunni e alunne sia garantita un’effettiva uguaglianza delle opportunità;

2.l’inclusione di tutti gli strumenti e le strategie di prevenzione dell’insuccesso scolastico, con un esplicito riferimento all’attenzione alla diversità;

3.la definizione di regole d’iscrizione degli alunni e delle alunne per garantire che tutta la rete dei centri scolastici finanziati con i soldi pubblici compiano il medesimo sforzo per scolarizzare gli studenti a rischio d’esclusione;

4.la garanzia de principio della compartecipazione per garantire l’esito scolastico degli alunni, con la partecipazione delle famiglie, degli insegnanti, degli alunni, dei collegi dei docenti, delle Amministrazioni educative e della società nel suo insieme;

5.l’inclusione degli obiettivi educativi dell'Unione Europea, rafforzando il sistema d’apprendimento per la vita.

Rispetto alle questioni che non sono sufficientemente riconosciute nel Progetto di Legge e che potrebbero condizionare il futuro del sistema educativo spagnolo, si ritiene

1.Necessaria ed ineludibile una Legge di finanziamento che assicuri le risorse economiche necessarie e sufficienti per poter applicare e sviluppare la Riforma. Per tali motivi, occorre che la spesa educativa si avvicini al livello europeo, raggiungendo il 6% del PIL

2.sia necessario garantire strumenti concreti che assicurino in tutte la rete scolastica finanziata con risorse pubbliche la messa in atto del principio d’attenzione alla diversità in condizione d’equità, ponendo l’accento sugli aspetti preventivi. Ciò esige che si metta l’accento sull’azione tutoriale, sulla riduzione dei numeri d’alunni per classe, sulla definizione delle aree che richiedono una particolare attenzione, e su un piano che affronti i problemi delle convivenza nei centri. Solo in questo modo sarà possibile ottenere il successo scolastico

3.Si devono potenziare i servizi educativi e complementari, dato che costituiscono una richiesta sociale e sono un indicatore della qualità del servizio pubblico educativo.

4.si deve garantire il processo di democratizzazione di tutti i centri che forniscono un servizio pubblico attraverso la partecipazione della comunità educativa. Per questo si ritiene necessario potenziare la corresponsabilità e il funzionamento collettivo di tutti i centri scolastici, recuperando le funzioni e le prerogative attribuite agli organi collegiali, favorendo uno stile di direzione basato sulla cooperazione pedagogica e sulla partecipazione e disciplinando l’elezione democratica dell’equipe di direzione.

5.si deve garantire l’assenza di discriminazione nell’iscrizione degli alunni, comprese quelle relative al sesso

6.l’insegnamento della religione non deve avere effetti sulla valutazione, la richiesta di borse di studio e sulla promozione. Inoltre, non si devono attuare materie alternative per gli alunni che non seguono l’insegnamento religioso.

La maggioranza della società, rappresentata dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni dei genitori, chiede uno sforzo ai rappresentanti politici perché la futura legge sull’educazione, attualmente al dibattito parlamentare, sia frutto di un grande patto, che abbia il consenso sociale e politico, tale da garantire l’indispensabile stabilità del futuro dell’educazione nel nostro paese. Chiediamo che l’educazione non diventi uno strumento di parte e ciò si può attuare solo attraverso il dialogo, l’accordo e il consenso e non attraverso la contrapposizione. Solo in questo modo sarà possibile dare una risposta alle esigenze educative della società attuale.

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