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Riapertura della scuole

Francia, Settembre 2001

13/09/2001
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Settembre

Riapertura della scuole. Le novità riguarderanno soprattutto le lingue straniere. Da quest’anno si inizierà a studiarle in quarta elementare, ma per i prossimi anni si prevede di cominciare dagli anni iniziali e addirittura dalla scuola materna. L’obiettivo è che a partire dal 2005 tutti i bambini arrivino a 11 anni conoscendo una lingua straniera, per iniziare a questa età a studiarne una seconda.
Il potenziamento delle lingue riguarderà anche un rafforzamento dello studio della lingua francese e la estensione di quello delle lingue regionali. La difficoltà maggiore è quello di siporre di insegnanti sufficienti e qualificati, e di mettere in moto una macchina di circa 12 milioni di studenti e 900.000 insegnanti pressochè tutta diretta dal centro. E non si tratta solo di anticipare lo studio delle lingue, ma di farne una delle materie centrali: circa 1800 nuovi alunni stranieri, soprattutto inglesi e tedeschi, sono entrati quest’anno nelle scuole elementari francesi.
L’anno comunque è ricominciato senza sintomi particolari delle temuta violenza scolastica, della quale la Francia detiene in Europa il triste primato. Piuttosto l’attentato di New York ha provocato un’ondata di emotività fra gli studenti: la paralisi generale delle attività che si è prodotta in segno di lutto venerdì 14 settembre è stata nelle scuole l’occasione per serrati dibattiti sulle conseguenze dell’attacco, sul timore di una confusione tra terrorismo e islamismo e sulla possibilità di una guerra, nel paese dell’Europa occidentale che conta il maggior numero di mussulmani nei suoi confini e nelle sue scuole.

Polemiche sull’inizio dell’anno scolastico. Il rientro a scuola degli allievi era fissato per mercoledì 5 settembre nelle secondarie e al 6 per elementari e materne. Ma per gli insegnanti il rientro era fissato per il 3 settembre. E, come già ai tempi del Ministro Allégre, che per primo aveva disposto che gli insegnanti si trovassero a scuola qualche giorno prima per programmare l’accoglienza degli allievi, la cosa ha destato polemiche tra gli insegnanti francesi. Si è fatta carico della protesta soprattutto Force Ouvriere, che in seno al Consiglio Superiore dell’Educazione ha rivendicato la soppressione della "prérentrée" e che sul suo giornale ricorda che per la secondaria lo stato giuridico prevede solo ore settimanali in presenza di alunni e per l’elementare non più di 36 ore all’anno. In altre parole Fo invita a boicottare l’indicazione del ministero. Tuttavia Fo rappresenta poco più del 6% dei docenti e gli altri sindacati sono più morbidi in merito: Snuipp-Fsu, Se-Unsa e Sgen-Cfdt si sono limitati a chiedere la cosecutività dei due giorni previsti e lo Snes-Fsu una maggior flessibilità per il secondo giorno.

Congresso dello Sgen- Cfdt. Si è svolto a Libourne ( Gironda) tra il 14 e il 18 maggio il congresso dello Sgen Cfdt, il principale sindacato della scuola affiliato ad una centrale confederale (in Francia i due più forti sindacati della scuola sono indipendenti dalle confederazioni). Il programma approvato dal 64% dei partecipanti ha posto al centro la connessione tra rivendicazioni sindacali e trasformazione del sistema educativo, cosa che, ha ribadito il segretario Jean Luc Villneuve, non può essere fatta a costo zero e a spesa costante. Nello stesso tempo lo Sgen deve conciliare la sua essenza confederale con la ritrovata unità del fronte di scuola e pubblico impiego, il cosiddetto gruppo dei 14, che ha prodotto prima la caduta del ministro Allegre, poi le rivendicazioni sui salari e sulla difesa del regime pensionistico.
Il dibattito ha affrontato anche i temi della riorganizzazione sindacale e della collocazione minoritari del sindacalismo confederale francese nella scuola. Le princi palirisoluzioni hanno riguardato il problema del personale Ata ( gli Atoss) in ballo tra il sindacalismo degli enti locali e quello statale, contro la canalizzazione precoce nel college ( la scuola media), sul problema del bilinguismo regionale ( bilinguismo si, immersione no) su cui lo Sgen è il sindacato che ha meno pregiudizi.
Lo Sgen ha un’organizzazione articolata in 10 branche ( primo grado, secondo grado, licei professionali, scuole agricole, orientamento, amministrativi e bibliotecari, tecnici e assistenza sociosanitaria, sport, pensionati e ricerca), all’interno della Cfdt fa parte dell’Uffa che raggruppa tutti sindacati del pubblico impiego e segue solo la scuola pubblica in quanto la scuola privata è seguita dalla Fep-Cfdt.

Congresso del Se-Unsa. Europeismo e unificazione della categoria sono state le due parole d’ordine base del congresso del Se-Unsa svoltosi in maggio a Pau, nei Pirenei. Il secondo sindacato della scuola francese (27% nelle elezioni professionali) ma il più forte in termini di iscritti (circa 100.000). E’ nato da poco dalle ceneri della Fen, con l’idea di rilanciarsi non più sulla base delle correnti ideologiche né dei settori professionali.
"Il sindacalismo di massa non esiste più – ha detto il segretario uscente Hervè Baro – Noi dobbiamo mostrare la contraddizione che portano coloro che lottano contro la mondializzazione e che confinano la loro azione sindacale nei limiti di un corporativismo stretto. Noi dobbiamo iscriverci in un processo di unificazione della professione e l’Unsa deve iscriversi in un processo di unificazione del sindacalismo riformista". Lo sguardo è allo Sgen Cfdt.
A questo scopo è stata veramente tanta la carne messa al fuoco: laicità della scuola, solidarietà, riforma sanitaria. Su temi come il bilinguismo l’Unsa dice si al bilinguismo e no all’immersione totale e sul tema della previdenza dice no all’allungamento dell’età pensionabile.
Ma il suo pezzo forte vuole essere il progetto educativo: più maestri che classi e polivalenza nell’elementare, riordino dei compiti di stato e enti locali, zoccolo unico elementare e media, scolarizzazione a 2 anni nella scuola dell’infanzia, ma soprattutto la realizzazione di un corpo unico docente tra primaria, secondaria e licei professionali.
Al termine del congresso H. Baro ha passato la mano a J.L. Berille, nuovo segretario generale, a capo di una segreteria di sei persone, che ha ribadito i temi centrali della discussione rivendicando il fatto di essere sindacato di progetto e chiamando ad una sfida il ministro Lang sul tema del rinnovamento delle strutture e del turn over epocale dei docenti.

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