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“Il futuro della professione docente”, se ne è discusso a Vienna

L’occasione è stata la “Conferenza speciale 2014” dell'ETUCE-CSEE.

29/11/2014
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Mercoledì 26 e giovedì 27 novembre 2014 a Vienna si è tenuta la “Conferenza speciale 2014” dell'ETUCE-CSEE, Regione europea dell'Internazionale dell'Educazione, dal titolo “Il futuro della professione docente”.

Hanno partecipato alla conferenza, una sorta di congresso di mid-term o una “conferenza d'organizzazione” secondo i termini italiani, 131 sindacati in rappresentanza di 46 paesi, dalla Germania alla Lituania, dalla Spagna al Kazakistan, dal Regno Unito alla Turchia, dalla Francia a Malta.

Si è discusso delle pericolose criticità legate ai modelli di partnership tra pubblico e privato nei settori dell'educazione e si è ascoltato Xavier Prats-Monné, Direttore generale della Direzione Generale Istruzione e Cultura della Commissione Europea, con il quale si è discusso della visione della Commissione Europea sul futuro della professione docente, ma anche della necessità, per la destinazione dei finanziamenti, di decidere insieme con i sindacati di categoria le quantità, le modalità e le finalizzazioni, così come si è soliti fare al livello europeo.

Si è poi passati a interrogarsi sull'Innovazione nell'istruzione, discutendo dell'Istruzione e della professione di docente nel 2030, immaginando quali potranno essere i problemi e le questioni che si dovranno affrontare.

È stato poi esaminato il terzo tema centrale dell'incontro, le difficoltà  del modello sociale europeo e la possibilità che l'istruzione possa essere la soluzione alla crisi economica e alle disuguaglianze sociali.

Sono state quindi discusse e votate risoluzioni sul futuro della professione docente, sull'impatto delle politiche neoliberiste sull'istruzione, sui giovani ricercatori, sulla garanzia della qualità dell'Università.

I gruppi di lavoro si sono invece interrogati su quali possano e debbano essere le strategie e le azioni dei sindacati della conoscenza per affrontare le future sfide, sia a livello nazionale, che a quello europeo, che si è dimostrato essere negli ultimi tempi quello realmente decisivo anche per le politiche nazionali. Un esempio è stato la recente sentenza favorevole della Corte di Giustizia Europea sul ricorso riguardante i precari della scuola, che ha messo fuori gioco anche un Governo come quello italiano, forte di una solida maggioranza e di un notevole consenso popolare.