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Grecia: lettera dell’Etuce contro la nuova ondata di tagli all’istruzione pubblica

Tra i 25.000 impiegati pubblici licenziati dal nuovo provvedimento ci sono anche insegnanti e lavoratori della scuola, soprattutto nel settore professionale, con pesanti conseguenze per l’evoluzione civile del paese.

19/07/2013
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E’ di questi giorni la notizia dell’ennesima ondata di tagli alla spesa pubblica che si sta abbattendo sulla Grecia. Oggetto di questi tagli sono migliaia di posti di lavoro nella pubblica amministrazione, e dentro questa vi è anche il settore dell’istruzione pubblica, già vessato sul piano salariale e occupazionale fin dai primi tempi della crisi. Nello specifico contro questi tagli ha preso posizione la Confederazione Sindacale Europea dell’Educazione (ETUCE-CSEE) che per mano del suo Direttore Europeo, Martin Romer, ha inviato in data 17 luglio al Primo Ministro ellenico e ai ministri dell’Istruzione e della Riforma amministrativa una lettera col seguente testo:

"La Confederazione Sindacale Europea dell’Educazione che rappresenta 11 milioni di insegnanti e lavoratori dell’istruzione in 45 paesi esorta il governo greco ad abbandonare la sua opera di licenziamento di migliaia di insegnanti nelle scuole e nei licei professionali. Se passasse il disegno di legge preventivato 2.500 insegnanti sarebbero condannati ad una sospensione per 8 mesi dal lavoro con riduzione dello stipendio al 75% seguita dal licenziamento. Anche il trasferimento di 5.000 insegnanti dell’istruzione secondaria a quella primaria è inaccettabile. Se il disegno passasse tre settori  dell’istruzione professionale sarebbero colpiti e oltre 20.000 studenti perderebbero la possibilità di accedere all’istruzione professionale. Inoltre l’istruzione professionale sarebbe devoluta al settore privato. Tutte queste misure sono inaccettabili da parte della Confederazione Sindacale Europea dell’Educazione, la quale crede che l’accesso universale a una istruzione pubblica e gratuita di alta qualità sia per ogni società il modo migliore per progredire. Non ci si può aspettare che siano gli insegnanti a pagare il prezzo della crisi e il governo greco non dovrebbe impegnarsi in opere di riduzione dell’istruzione pubblica.

Preventivamente la precettazione emanata dal governo greco ha impedito ai sindacati di esercitare il loro diritto all’azione di sciopero. Questa decisione ha eroso le  elementari libertà civili e i diritti democratici in Grecia. Inoltre le misure d’austerità hanno avuto un effetto devastante sul futuro dell’educazione in Grecia. La Confederazione Sindacale Europea dell’Educazione sollecita  il governo greco ad agire nell’interesse del popolo della Grecia difendendo l’istruzione pubblica e abbandonando la sua opera  di chiusura delle scuole e dei licei professionali".

Tag: grecia, tagli