
Dopo la manifestazione tenutasi in ottobre, il personale della scuola francese ha aderito in modo massiccio allo sciopero del giorno 20 novembre, indetto da tutti i sindacati francesi, dimostrando ancora una volta la netta opposizione ai tagli nel settore educativo, alla degradazione del servizio pubblico e alle riforme imposte dall'alto, senza alcun confronto con le parti sociali, che in pratica mirano a ridurre l'offerta formativa. Una situazione che ricorda sotto molti aspetti quella italiana, anche per quanta riguarda l'arroganza di chi governa. Sorprendenti, infatti, le dichiarazioni del ministro dell'istruzione francese, secondo il quale " i professori meritano qualcosa di meglio che avere sindacati la cui funzione principale è di organizzare la resistenza al cambiamento come si il mondo non fosse mai cambiato attorno a noi". Sembra che spacciare il cambiamento con la riduzione del servizio sia ormai un vizio diffuso presso molti governi europei.
Roma, 21 novembre 2008