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FIRENZE 10+10: in tutta Europa convinto sostegno alla mobilitazione del 14 novembre

Il report della CGIL sottolinea l’importanza dell’adesione dei movimenti allo sciopero generale del 14 novembre.

13/11/2012
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Dai movimenti, dalle reti, dai sindacati arriva un chiaro no alle politiche di austerità. Si è conclusa ieri, domenica 11 novembre a Firenze, la maratona di 4 giorni denominata “Firenze 10 + 10”, l’appuntamento con incontri, dibattiti, eventi e spettacoli organizzato a 10 anni dal Social Forum di Firenze.
“Unire le forze per un’altra Europa” era il titolo dell’appuntamento che ha riunito movimenti, reti sociali, sindacati, ONG e associazioni di tutto il continente, per contrastare l’Europa dell’austerità, delle banche e delle politiche neoliberiste responsabili dei tanti disastri economici e sociali in cui ci dibattiamo. Giorni di confronto e discussione nella stessa cornice che ospitò, esattamente dieci anni fa, il Forum sociale europeo.

Due gli obiettivi definiti: rispondere alla crisi e alle politiche imposte dalle istituzioni dell'Unione Europea, dalla Banca Centrale Europea e dai governi nazionali con un fronte comune di forze sociali a livello europeo; favorire alleanze per costruire un'Europa sociale e dei cittadini.
Protagonisti dell’evento alcune migliaia di persone (provenienti da 21 paesi europei e dal sud del Mediterraneo) che hanno popolato i viali e le sale della Fortezza da Basso, per provare a costruire un fronte di forze sociali in grado di rispondere con proposte alternative e azioni comuni alle politiche neoliberiste di fuoriuscita dalla crisi imposte dalle istituzioni della Ue, dalla Bce e dai governi nazionali. Oltre 200 le organizzazioni presenti a confrontarsi per dar vita ad alleanze che superino le frammentazione e tracciare i contorni di una strategia a lungo termine per ricostruire l’Europa dei cittadini, l’Europa dei diritti, della partecipazione e della giustizia sociale.
Cinque i filoni individuati:

  • Democrazia in Europa - Costruzione di un "processo costituente" democratico dal basso e sviluppo di un patto e di un'assemblea europea dei cittadini; ricostruzione delle istituzioni europee al di fuori degli attuali trattati non democratici; migranti e cittadinanza europea di residenza; barriera democratica contro l'estrema destra, il neo-fascismo e il razzismo; ricostruzione della solidarietà sociale.
  • Finanza-debito-austerità - "Tribunale del debito", audit del debito e della spesa pubblica; campagne contro le politiche di austerity e il fiscal compact; tassa sulle transazioni finanziarie.
  • Lavoro e diritti sociali - Lavoro e diritti sociali ai tempi della globalizzazione neoliberista e dell'austerità; sviluppo sociale sostenibile; patto sociale; reddito adeguato (salari, protezione sociale).
  • Beni comuni naturali e sociali - servizi pubblici - Fra cui terra, cibo, acqua, energia, clima e agenda post-Rio; la difesa dei territori contro le grandi opere inutili imposte; beni comuni sociali e difesa e reinvenzione dei servizi pubblici.
  • Europa nel Mediterraneo e nel mondo - Pace e sostegno alle lotte per diritti e democrazia; guerra/pace e giustizia sociale; cooperazione internazionale e solidarietà, il commercio equo; la denuclearizzazione del Mediterraneo; il controllo sul commercio di armi; le rivoluzioni arabe; fermare le occupazioni; relazioni tra le diverse culture e identità (costruzione di un ponte verso il Forum sociale mondiale 2013 in Tunisia e verso il FSM - Palestina libera).

Da Firenze riparte quindi la mobilitazione della società civile europea per ribadire il no alle politiche di austerità dei governi nazionali e dell'Unione Europea.
 Vecchi e nuovi movimenti, sindacati, reti di giovani, donne e migranti provenienti da ogni paese d'Europa e dai paesi delle rivoluzioni arabe trovato una grande convergenza sul bisogno di unire gli sforzi, le campagne e le lotte in ogni angolo d'Europa.
A partire dal primo e storico giorno di mobilitazione europea di mercoledì prossimo, 14 novembre, dove, in tutti i paesi dell'Europa del Sud, ma non solo, lavoratrici, lavoratori, precari, pensionati, migranti, faranno sentire la loro voce.
 I più giovani, le reti europee sui beni comuni, sui diritti umani, delle donne, dei migranti chiedono che sia una mobilitazione permanente, a difesa dei diritti del lavoro, per il lavoro dignitoso, per la libertà di associazione, per il diritto della contrattazione collettiva e della stabilità lavorativa, per lo stato sociale.
 “Questo debito non è nostro” è lo slogan che ha attraversato le sale della Fortezza da Basso, accompagnato da riflessioni sulle possibili soluzioni della crisi, come sono i vincoli da porre alla finanza speculativa, la tassazione delle transazioni finanziarie, la rinegoziazione del debito greco, fermando la spirale di indebitamento attuale.
 “Noi vogliamo restare” è il messaggio delle reti della conoscenza e dei giovani europei, speculare al grido che ci è arrivato dalla sponda sud del Mediterraneo, dove i giovani hanno detto basta alle dittature, al clientelismo, allo sfruttamento, al neo-colonialismo, pagando con il loro sacrificio il prezzo della democrazia e di un futuro più giusto. Mediterraneo che è stato uno dei momenti più importanti dell'appuntamento di Firenze, durante il quale sindacati delle due sponde hanno discusso sui diritti politici, civili, economici e sociali, per costruire una nuova piattaforma di partenariato e di cittadinanza mediterranea.
 Il punto centrale di questa nuova piattaforma dovrà essere la libertà di circolazione delle persone ed il rispetto dei diritti umani senza discriminazione alcuna.
 Le prossime scadenze di questo nuovo percorso, il +10, che qui dalla Fortezza da Basso, dieci anni dopo il primo grande appuntamento europeo, ha come obiettivo la costruzione di una Europa dei diritti, di inclusione, di giustizia sociale, di lavoro dignitoso e di pace. Obiettivo da costruire insieme, tra vecchi e nuovi movimenti, tra società civile e sindacati, non  solo dentro l'Europa ma dentro il Mediterraneo.
Le prossime scadenze in calendario sono tante, dal prossimo Social Forum Mondiale che si terrà per la prima volta nella regione mediterranea, precisamente a Tunisi (26-30 marzo 2013), alle iniziative di mobilitazione che le diverse reti hanno già promosso, alle prossime mobilitazioni che i sindacati e la CES promuoveranno nei prossimi mesi.