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Docenti e studenti in Giappone: un simposio internazionale sulla lotta dei sindacati per la professionalità dei docenti

Sempre maggiore il ruolo della FLC CGIL nel movimento internazionale dell'istruzione.

23/02/2018
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GiapponeIn Giappone, stanno diventando molto forti le spinte neo liberiste su tutto il sistema dell'istruzione, con punte pericolosissime sia per quanto riguarda le forme di controllo sui docenti che per la riduzione dello spazio decisionale.

Il sistema educativo giapponese è fortemente competitivo e selettivo, con conseguenze spesso deleterie sia per gli studenti che per i docenti.

L'estrema competitività produce uno stress fortissimo per i ragazzi, soprattutto nei non rari casi di mancato raggiungimento degli standard richiesti.

L'insegnamento stesso è stato conformato a percorsi prestabiliti (soprattutto nelle materie scientifiche, tanto da indurre molti studenti di materie umanistiche a migrare all'estero per potere svolgere al meglio il proprio corso di studi), con un uso massivo di test nazionali standardizzati. 

Dal punto di vista dei docenti, invece, nonostante il divieto di lavorare più di 40 ore settimanali dettato dalla legge giapponese sul lavoro e il principio costituzionale del diritto a una vita dignitosa, l'attuale Presidente Abe sta cercando di imporre anche molte ore di lavoro straordinario. I giapponesi usano il termine 'karoshi' per definire la morte dovuta a un eccesso di carichi di lavoro.

E contemporaneamente l'utilizzo della valutazione delle performance e un nuovo sistema di rinnovo dell'abilitazione all'insegnamento rendono il ruolo del docente in perenne stato di ricattabilità, con una restrizione drastica della stessa libertà d'insegnamento.

GiapponeZENKYO, uno dei maggiori sindacati giapponesi del personale della scuola, si è più volte duramente confrontato con il governo. Nel 2014 ha sottoposto due istanze al CEART, il Comitato di Esperti per l'Applicazione delle Raccomandazioni legate ai Docenti, un organismo composto da 12 esperti indipendenti costituito dall'UNESCO e dall'ILO, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro, per monitorare l'effettiva applicazione delle indicazioni del 1966 e del 1997. Nel 2016 il CEART, accettando i rilievi di ZENKYO, ha prodotto un documento nel quale si asseriva la necessità che le consultazioni e le trattative tra il Governo giapponese e ZENKYO dovessero assolutamente avvenire all'interno del quadro delle raccomandazioni indicate. Il Governo giapponese ha quindi incontrato le organizzazioni sindacali poiché “l'attuale seria situazione non poteva più essere ignorata”, secondo le parole del Ministero.

Alla luce dell'efficacia della pressione internazionale sulle politiche nazionali, a latere del congresso annuale, ZENKYO ha organizzato insieme al Research Institute of Democracy and Education un simposio internazionale sulla lotta contro l'attacco alla professionalità docente e al sempre maggiore controllo sui docenti, invitando tre dei sindacati mondiali le cui esperienze sono state più significative negli ultimi anni nelle lotte dei docenti.

I portoghesi di FENPROF hanno dovuto affrontare quattro duri anni di resistenza alle politiche della Troika e a un governo di destra, con tagli ai salari e alle pensioni, congelamento delle carriere, aumento delle ore di lavoro, crescita indiscriminata di lavoro precario, fino al taglio di quasi 30.000 posti di docenti. Una situazione tanto grave da portare a una manifestazione alla quale ha partecipato addirittura l'80% di tutto il corpo docente del Portogallo. E anche la presenza forte del sindacato ha portato dal 2016 alla costituzione di un nuovo governo di programma di sinistra.

Gli statunitensi del Massachusetts Teachers Association (MTA, affiliati alla NEA, la National Education Association), sono impegnati da anni nella difesa dell'istruzione pubblica contro discriminazioni di razza e di classe, in un quadro di attacco generalizzato al lavoro. Due sono state le grandi battaglie degli ultimi anni, entrambe sul fronte della privatizzazione. Negli Stati Uniti, infatti, sta diventando preponderante il fenomeno delle “charter schools”, delle scuole tendenzialmente private ma con finanziamenti pubblici, che ovviamente sono fuori dalla legislazione americana del lavoro e che prosperano grazie alla campagna di denigrazione delle scuole pubbliche, effettuata attraverso le solite tecniche delle valutazioni studentesche. La possibilità dell'utilizzo di Voucher ha rischiato di distruggere completamente la competitività delle scuole pubbliche.

GiapppneLa FLC CGIL, da quasi dieci anni sugli scudi nella lotta per la difesa del personale dell'intero sistema dell'istruzione italiano, che si batte ogni giorno per la contrattazione collettiva come forma di democrazia avanzata e per la scuola intesa come comunità educante e che finalmente, guidata da Francesco Sinopoli, il nuovo Segretario Generale, è riuscita a ristabilire le condizioni indispensabili per la valorizzazione del sapere in Italia.

La discussione serrata ha evidenziato la diffusione internazionale e la paradossale coerenza delle politiche dei vari governi rispetto ai sistemi educativi: tagli generalizzati, riduzioni sensibili delle risorse economiche, allocazioni diverse delle risorse pubbliche, sviluppo di procedure di accentramento locale dei poteri, riduzione progressiva e drastica degli spazi di libertà democratica, sistemi di valutazione usati solo per generalizzare procedure di ricattabilità, lavoro precario generalizzato. Proprio alla luce di queste discussioni, sono emerse le diverse possibilità di organizzazione e di risposta da parte dei sindacati di categoria, insieme alle difficoltà incontrate lungo gli anni di confronto e, soprattutto, a il ruolo chiave della dimensione internazionale, che permette di identificare quadri e principi di riferimento da declinare poi nelle lotte nazionali e locali.