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Diritti violati. Drammatica crescita degli atti di violenza contro gli insegnanti.

Negli ultimi tre anni, a livello mondiale, si è registrato una crescita esponenziale degli attacchi contro gli insegnanti, secondo uno studio commissionato dall’UNESCO.Le proposte dell’Internazionale dell’Educazione .

01/10/2008
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Il Rapporto “Educazione sotto attacco” fornisce il primo studio mondialesulla violenza politica e militare contro gli insegnanti, le organizzazioni sindacali, le scuole e le istituzioni, documentando atrocità che includono assassini mirati, detenzione illegale e tortura, rapimenti da parte delle forze armate, arruolamento forzato di bambini, occupazione e distruzione di edifici scolastici.Sebbene non esistano statistiche ufficiali, facendo riferimento agli incidenti segnalati, il numero degli attacchi è cresciuto di 6 volte negli ultimi tre anni. Tra i paesi più pericolosi per i docenti, l’Afghanistan, la Colombia, l’Iraq, il Nepal, i Territori Palestinesi, la Tailandia e lo Zimbabwe.

Evidentemente, l’accresciuta violenza sta avendo effetti devastanti sullo sforzo di raggiungere un’educazione primaria per tutti: circa il 40% dei 77milioni di bambini che non frequentano la scuola vivono in aree dove sono in corso dei conflitti. In Iraq, per esempio, solo il 30% dei bambini hanno frequentato la scuola l’anno scorso, a confronto del 75% dell’anno precedente. In Afghanistan, circa 30.000 bambini, specialmente bambine, non vanno a scuola a causa delle minacce, degli attacchi alle scuole e delle uccisioni.Ovviamente, altrettanto drammatiche sono le conseguenzesulla psicologia dei bambini, molti dei quali non vogliono più frequentare la scuola.

A parere dell’Internazionale dell’educazione, che ha adottato il principio di considerare ogni scuola come un santuario sicuro, occorre adottare le seguenti azioni:

  • Mobilizzare la comunità internazionale e cercare il sostegno e l’impegno dell’Unesco e di altri partner

  • Monitorare la situazione degli insegnanti e dell’educazione nelle situazioni di conflitto o di post conflitto,

  • Monitorare la natura delle minacce contro gli insegnanti e gli istituti scolastici

  • Continuare a sostenere la campagna di solidarietà, di costruzione di network che accrescano la consapevolezza su specifici casi di violazione dei diritti umani, inclusi la tortura, la prigione e la morte.

Roma, 1 ottobre 2008

Tag: unesco