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5 Ottobre 2008. Si celebra la giornata mondiale degli insegnanti

Salari bassi, classe sovraffollate, insicurezza del posto di lavoro, formazione inadeguata: la giornata mondiale dei docenti è l’occasione per pagare un tributo ad una professione il cui ruolo rimane essenziale per la formazione di giovani ed adulti. L'enfasi, quest’anno, è sullo sviluppo di politiche di sostegno al lavoro dei docenti, il solo fondamento per assicurare un assunzione di docenti di qualità.

01/10/2008
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Il 5 ottobre del 1966, la Raccomandazione sullo Status degli insegnanti fu adottata all’unanimità da tutte le nazioni del mondo. Si trattava del primo strumento internazionale con il quale i governi riconoscevano l’importanza fondamentale di avere docenti altamente qualificati e saldi sistemi educativi pubblici. L’importanza della raccomandazione ha fatto sì che il 5 Ottobre sia diventato il giorno mondiale degli insegnanti. L’Unesco stima che più di 18milioni d’insegnanti siano necessari a livello mondiale per raggiungere l’obiettivo di un’educazione primaria di qualità per tutti entro il 2015: la mancanza di docenti viene, infatti, considerata l’ostacolo principale al raggiungimento di tale obiettivo.

Molte le cause alla base di tale fenomeno: salari troppo bassi,assenza di risorse per la scuola pubblica, insoddisfacenti condizioni di lavoro, compresi l’assenza di strumenti educativi adeguati e il numero di alunni troppo alto, l’inadeguata formazione dei docenti. Ed è proprio la preparazione professionale degli insegnanti al centro della giornata mondiale del 2008 per il suo evidente legame con la qualità dell’educazione. Infatti, in molti paesi, per venire incontro alla mancanza di docenti si assume personale non qualificato, risparmiando soldi e riempiendo le classi.

Una tavola rotonda, organizzata dall’Unesco per il 3 ottobre affronterà tali questioni, alla presenza di insegnanti provenienti da tutte le parti del mondo e delle organizzazioni partner, tra cui l’internazionale dell’Educazione.

UNESCO, UNICEF, IE, PNUD, OIL

MESSAGGIO CONGIUNTO PER LA GIORNATA MONDIALE DEGLI INSEGNANTI

La giornata mondiale degli insegnanti è celebrata per rendere omaggio al ruolo essenziale che i docenti svolgono dispensando ai bambini, ai giovani ed agli adulti un'istruzione pertinente ed adeguata. Numerosi paesi, tuttavia, soffrono per una grave penuria di insegnanti; se si vuole realizzare l'insegnamento elementare universale entro il 2015 sono necessari, nel mondo, 2 milioni di nuovi posti e 18 milioni di insegnanti in più degli attuali. Per alcuni paesi, queste cifre rappresenterebbero un aumento di oltre il 280% del corpo insegnante.

Un numero ancora più importante di insegnanti sarà richiesto per garantire l'insegnamento secondario, superiore, tecnico e professionale, o anche l'istruzione non formale. Queste cifre saranno ancora più elevate se si vuole che tutti gli insegnanti dispongono di una qualificazione completa ed adeguata ai livelli d'insegnamento di cui sono incaricati ed alle materie che insegnano.

Anche dove il numero globale degli insegnanti è sufficiente, alcune zone isolate e svantaggiate possono, nel mondo, essere di fronte a problemi pesanti per l'assunzione e il mantenimento degli insegnanti. Questa penuria di insegnanti qualificati è uno delle più grandi sfide da raccogliere per raggiungere gli obiettivi dell'istruzione per tutti (EPT).

Il corpo docente, inoltre, è di fronte alla sfida che consiste nel dispensare una istruzione di qualità che risponda alle nuove esigenze del XXI secolo.

Le necessità economiche, sociali, scientifiche e tecnologiche, i problemi di sviluppo duraturo e della riduzione della povertà e le questioni ad essa inerenti - cioè quelle di un lavoro rispettabile per tutti, dell'epidemia dell'AIDS e della violenza nell'ambiente scolastico - hanno un'incidenza crescente sulla professione.

Il fatto che le donne rappresentino la maggioranza del corpo insegnante nel primario e che siano spesso coinvolte in modo sproporzionato da questi problemi ne accentua ancora l'incidenza potenziale.

D'altra parte, i progressi in direzione dell'istruzione per tutti, ed in particolare verso l'insegnamento elementare universale, si riverberano verso una popolazione di studenti sempre più differenziata; ciò ha conseguenze per l'istruzione e per gli insegnanti.

Dinanzi ad attese così elevate, i docenti medesimi si sentono spesso sottovalutati, insufficientemente sostenuti e scarsamente formati professionalmente per fare fronte alle realtà dell'ambiente nel quale lavorano.

Reclutamento più selettivo, una formazione completa ed adeguata degli insegnanti, un contratto ben definito, salari e premi che sostengano vantaggiosamente il raffronto con quelli delle altre professioni che esigono uno stesso livello di qualificazione, migliori condizioni di lavoro e di vita, un sostegno professionale permanente e possibilità d'evoluzione di carriera sono altrettanti elementi essenziali per riuscire a raccogliere le nuove sfide.

Le raccomandazioni OIL/UNESCO del 1966 riguardante la condizione del personale insegnante e quella relativa ai docenti delle scuole secondarie superiori adottata dall'UNESCO nel 1997 forniscono orientamenti dettagliati per un insieme di politiche, di diritti ed di responsabilità che riguardano gli insegnanti tutti. Sono dunque, a questo titolo, la base di politiche e di pratiche nazionali anticipatrici che permetteranno di costituire il corpo docente professionale del XXI secolo.

Le politiche relative agli insegnanti a livello nazionale devono essere coerenti con i quadri mondiali e regionali esistenti, per contribuire a garantire la qualità, ad identificare punti di riferimento in previsione di una più grande armonizzazione - in un contesto d'emigrazione e di mobilità internazionali crescenti degli insegnanti - e migliorare lo statuto e le condizioni di lavoro degli insegnanti medesimi.

Dette politiche devono anche essere servire sia a ridurre la povertà sia a migliorare il sistema scolastico/formativo. È importante che le politiche relative agli insegnanti siano fermamente ancorate nei contesti locali e nazionali, che siano fondate su fatti e che siano realistiche, per facilitare l'assunzione ed il mantenimento di un corpo docente efficace ed abbastanza numeroso. Devono tener conto dei risultati della ricerca e le sue implicazioni a tutti i livelli, come pure le capacità in termini di finanziamento, gestione e prospettiva economica sul piano nazionale.

Raggiungere il punto di riferimento degli anni 1990, che fissava al 6% la parte del PIL da investire nell'istruzione, sarebbe benvenuto per molti sistemi nazionali che soffrono per un finanziamento insufficiente.

Un ordine di priorità deve inoltre essere stabilito per i progetti e le politiche, che devono anche disporre dei finanziamenti e dell'elasticità necessari per rispondere all'evoluzione delle esigenze. Ad esempio, se il modello tradizionale fondato sull'insegnamento superiore non permette di fornire a tempo debito un numero sufficiente di insegnanti, approcci innovativi potrebbero essere adottati in materia di formazione dei docenti, senza che sia messa in pericolo la qualità.

Nel corso del processo d'elaborazione delle politiche, è essenziale garantire il dialogo sociale tra i destinatari, in particolare le istanze decisionali, gli insegnanti e le loro organizzazioni. Detto dialogo sociale contribuirà a creare un consenso ed una sensazione d'appropriazione a livello nazionale in previsione di un'attuazione più efficace di politiche relative agli insegnanti.

La questione è evocata nelle raccomandazioni del OIL/UNESCO e dell'UNESCO. Numerosi sforzi sono già stati programmati per rafforzare la capacità - che deve ancora intensificarsi - dei principali destinatari di partecipare all'elaborazione delle politiche educative.

La giornata mondiale degli insegnanti è l'occasione di celebrare i docenti del mondo intero, in tutti i paesi, in tutte le città ed in tutti i villaggi.

Si deve affermare la necessità di fare in modo che il ruolo degli insegnanti nella realizzazione di un'istruzione di qualità per tutti sia chiaramente definito ed espresso in politiche che incoraggino la costituzione di un corpo docente motivato, stimato e efficace.

In questo "giornata mondiale degli insegnanti", un sentito ringraziamento a loro ed una indubbia proclamazione: GLI INSEGNANTI CONTANO!